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Undici: Dopo la fermata

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Questa mattina ho incontrato una famiglia: madre, figlio e figlia. Una famiglia comune che fatica ad arrivare a fine mese, una famiglia che ha scelto di prendere l’autobus e non pagare il biglietto.
Passa il controllore e la mamma riceve una bella multa. Che non firmerà e che accetterà controvoglia.
Non giudico nessuno. Poiché la signora avrà avuto i suoi motivi per non pagare il biglietto.
Ma, la cosa che mi ha colpito di più in questa vicenda, apparentemente banale, è stato lo sguardo della signora. Occhi cattivi e sofferenti, aggressivi e pieni di risentimento. Occhi che hanno parlato e in due minuti hanno detto: “Non rompere,  caro controllore, perché non ho i soldi per mangiare. Figurati se li ho per pagare un misero biglietto di una misera corriera di una misera città provinciale” .
Quegli occhi hanno parlato. Hanno circoscritto una situazione di vita, che nemmeno la Leosini, giornalista di grande spessore, sarebbe stata capace di descrivere.
Alla fine, la signora è tornata mamma e i suoi occhi hanno rassicurato i figli, imbarazzati per la situazione.

Morale: gli occhi quasi sempre dicono più delle parole. Gli occhi feriscono, acconsentono e dicono sempre la verità. Sempre.

Buona serata!

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4 thoughts on “Undici: Dopo la fermata

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