pensieri

37: Scie di presenza

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Venerdì Santo, Marzo 2016

 

Conoscevo di vista una ragazza che scriveva un diario. Parole decoravano la sua elegante agenda. Tutti i giorni andava nello stesso bar, si accomodava nella postazione accanto alla vetrina. Tutti i giorni, con il vento, la pioggia, il caldo, era lì. Il suo appuntamento fisso, la sua dolce dimora. Il luogo per eccellenza in cui le parole dette a caso si trasformavano in testi sensati. Sensati per lei.

Ogni volta che passavo e la vedevo in quel bar, la sua immagine mi metteva in soggezione. Ero timido. Lei no. Era sicura delle sue parole, di ciò che scriveva. Diceva. Anche se non ho mai letto nulla. Era sicura, perché la scrittura la rendeva tale. Era brutta, ma appariva bella. Era simpatica. Lo sembrava. A volte, leggeva e rideva. E segnava tutto nella sua agenda elegante. Era diversa. Diversamente interessante.

Un giorno di fine marzo non la vidi più. Non vidi più i suoi occhi smarriti, la sua sicurezza. Il suo sguardo perso nel vuoto, la voglia di farcela. Nonostante tutto. Non ho visto più la valigia piena di scartoffie, le sue matite ansiosamente appuntite. Non ho visto più la sua presenza.

Ora, ogni volta che passo, ritrovo la sua scia. E ripenso a quello che è stato. A quello che pensavo ogni volta che passavo per quel bar, in pieno centro storico. Ripenso a quella presenza fissa a cui non davo importanza. Che a volte prendevo in giro, a volte analizzavo. Ripenso ad un immagine che non c’è più.

Ora, ogni volta che passo, ritrovo la sua scia. Perché ci sono delle persone, situazioni, cose o case che non cessano di esistere quando la presenza diventa assenza. Assenza reale. Realmente percepita.

Buona serata,

Em@

 

 

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7 thoughts on “37: Scie di presenza

  1. La foto della chiesa di sant’Anna vicino al cimitero (correggimi se sbaglio) vuole significare che pensi abbia lasciato questa terra. Le parole e la musica del video si completano . Anche tu sei una bella penna. Bravo Emanuele.

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  2. E’ vero, a volte ci rendiamo conto di esserci attaccati a presenze a cui non diamo valore fino a che non ci lasciano la loro assenza…..e il rimorso di non aver comunicato…con il dubbio di cosa sia successo e di che fine abbiano fatto, e tu hai saputo spiegarlo benissimo, buona serata 🙂

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