Senza categoria

55: Un’altra Lei

image1 (2)
Un’altra Lei, Beebeep74

 

Questa storia nasce da una collaborazione tra me e beebeep74 (iStanti evanescenti). Beep mia ha gentilmente donato una sua foto. E il sottoscritto ha preso spunto dall’immagine per creare una storia. 

 

A beebeep74, che mi ha regalato una sua foto

Imma questa domenica è uscita. Si è preparata per bene. Trucco quasi perfetto, golfino di cotone in tinta con una gonna marrone anonima. Si è messa il girocollo di pelle della mamma e un cappottino non eccessivamente pesante. Ed è uscita. Destinazione pasticceria.

Da quando il marito è venuto a mancare e lei è rimasta sola, perché non ha nemmeno i figli, esce poco. Pochissimo.

Legge molto perché è stata insegnante di lettere al Liceo Gianbattista Vico di Chieti e telefona qualche volta alla sua amica ottantenne, Anna Gasbarri, maestra di campagna.

Questa mattina, Imma voleva una pasta con la crema. É golosa, ma da quando ha il diabete non può permettersi nessuna trasgressione.

Questa domenica, Imma è uscita perché voleva cambiare aria. Libera per un attimo di non pensare alla sua vecchiaia. Alla vita che volge al termine e che oramai la soffoca.

Durante il tragitto, verso la pasticceria, Imma ripensa alla sua infanzia. Giovinezza. Ripensa al suo amore e al fatto di non aver avuto figli. Ora sarebbe diverso, ora sarebbe forse più semplice.
Ripensa a sua mamma, che le ha donato tanto amore, forse non ricambiato. Forse espresso male da parte sua.

Arrivata in pasticceria, Imma ordina una pasta. Un bombolone alla crema. Si gira intorno per vedere se qualcuno la osserva, la guarda.  Ma, nessuno la conosce. E poi, sola, non deve rendere conto a nessuno.

Torna verso casa per assaporare il bombolone, incartato in una busta bianca. Bianca busta che trasuda olio.
Anche in quel momento, pensa a ciò che era. Ripensa alla voglia di essere un’altra. Libera. Libera di ballare sotto la pioggia. Di andare. Di sperimentare.

Ma, ora non può essere un’altra.

Arrivata a casa, Imma apre la porta. Si toglie il cappotto non pesante, si siede sulla poltrona vicino ai suoi amati libri. Apre la busta unta, prende il bombolone, se lo mangia, lo gusta.

E ripensa a quello che sarebbe stato, se fosse stata diversa. Un’altra. Un’altra Lei.

Buona serata, 

Em@

Annunci

11 thoughts on “55: Un’altra Lei

  1. Mentre leggevo immaginavo Imma che usciva dal Caffe Vittoria o dal bar Colombo (esistono ancora?) con il suo bombolone in mano.
    Spesso i tuoi post mi regalano ricordi della mia citta natale sia con le immagini che con le parole. La prof.Anna Gasbarri chi non la conosce???? Ed il liceo classico G. Battista Vico lungo il corso dopo la chiesa di san Domenico. Questo sfondo del tuo blog per esempio mi ricorda la parte del Gran Sasso che io ammiravo da dietro il vecchio campo sportivo della Civitella (ora museo). Ho frequentato tutte le mie classi fino a prendere il diploma magistrale all’Istituto B.V.Del Carmine chiuso da qualche anno in via Ravizza. Beh basta con le rimembranze :-)Scrivi in un modo che ti leggo sempre volentieri.

    Mi piace

    1. Ciao cara! 😗 Il bar Colombo non c’è più, ma il Caffè Vittoria è lì. Sempre presente. Lo sfondo che dici appartiene alla mia passeggiata quotidiana con il cane, dietro alla Civitella. Perché io vivo vicino a via Ravizza. Grazie per le belle parole e sono contento che ti fanno ricordare periodi della tua vita fondamentali. Buona serata! 😍

      Liked by 1 persona

  2. Chiedersi se siamo soddisfatti e sopratutto felici di come abbiamo condotto le nostre vite, è un appuntamento a cui nessun essere umano manca. A volte è un appuntamento continuo. I bilanci sono sfiancanti. In questo caso però sono sicura che è l’età a spingere Imma a fare queste riflessioni, non so perché ma mi dà l’idea di una donna che prima d’ora, prima cioè di invecchiare, avesse sempre vissuto senza guardarsi indietro.
    😘

    Liked by 1 persona

    1. Verissimo. Imma ha vissuto una vita felice, ma anche coloro che vivono apparentemente felici, hanno qualcosa da nascondere. Qualcosa che non gli ha soddisfatti, tarli invisibili che esistevano e esistono e che hanno preferito, molte volte per paura, non esternare. :))))))))

      Liked by 1 persona

  3. Mi mette un po di melanconia questo racconto. Sarà perché è inevitabile lo stesso confronto con se stessi prima o poi, sarà che già ci sto pensando e mi viene solo voglia di vivere…di più. Intensamente le piccole cose della vita che mi fanno stare bene… come i sentimenti, i giorni di sole…ma sopratutto, l’amore di chi mi sta vicina. Grazie per questo racconto.

    Liked by 1 persona

    1. Vero! Cose che condivido appieno! Ci troviamo, vuoi o non vuoi, in situazioni nelle quali facciamo i conti con la nostra realtà. Ma, come dici tu dobbiamo andare avanti ed assaporare le piccole cose. Amore, saluti, affetti. Possiamo anche sbagliare, ma l’importante è essersi buttati fino in fondo. 😉 buona serata!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...