Storie

69: Due felicità che mangiano spaghetti

 

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controtendenza, mayo2016

 

Mi sono alzato contento. Ho aperto la finestra e lo ero ancora di più: nessuna nuvola che potesse impedirmi di lavorare.

 Sono un disegnatore e quando ci sono queste giornate limpide riesco a trasformare i miei pensieri in immagini. Disegno solo storie di uomini, non amo paesaggi sempreverdi o montagne innevate. Non amo basiliche mastodontiche o pezzi di strada che sanno di storia.

 Oggi disegnerò un uomo, che ho visto ieri al bar. Perché i disegni non nascono per caso. Sono frutto di scelte precise, di storie precise, di vissuti che differiscono e che hanno un valore aggiunto per ogni persona.

 Ieri al bar erano circa le due, e non c’era molta gente. Entro con la mia timidezza che mi contraddistingue e ho ordinato un caffè. Dietro di me c’era Lui. Non lo conosco di persona, ma l’ho visto qualche volta in questo bar di periferia, dove storie di mendicanti si intrecciano a quelle di drogati. Drogati soprattutto nell’animo/a.

Lui, pienotto in viso, con gote rosse, mangiava un piatto di spaghetti al sugo. Aveva un viso triste, ma buono. Aveva occhi che lacrimavano senza lacrimare. Ho provato una strana sensazione: volevo abbracciarlo forte e stringerlo a me. Per giorni, mesi, forse anni. Volevo dirgli non ti preoccupare che andrà tutto bene.

 Lui, mangiava lentamente come se volesse rimandare un appuntamento o una visita importante. Come se volesse dire al futuro non mi fai paura. Ora mi godo questo momento, che mi rende felice. Anche se gli altri possono pensare il contrario. Anche se gli altri non sanno cosa realmente mi passa per la testa.

 Appena finito il caffè, sono subito tornato a casa perché quest’uomo era diventato la mia fonte d’ispirazione. Ho preso il mio taccuino e ho subito fatto una bozza.

L’uomo pienotto al centro e in primo piano che mangiava un solo spaghetto, gli occhi erano bianchi e fissavano lo spettatore. Che interdetto si sarebbe fatto una domanda: “Perché quest’uomo ha gli occhi bianchi?” E, volenteroso, forse avrebbe risposto: “Forse perché si sente vuoto, ha il male di vivere, ha una visione candida della sua esistenza!”

Questa mattina, un sole senza nuvole mi ha permesso di disegnare. Fuori, case piene e vuote riempivano una collina primaverile.

 Ho disegnato un uomo pienotto, che mangiava un piatto di spaghetti, insieme alla sua donna. Una donna sorridente e leggermente sovrappeso. Gli occhi di lui erano marroni, gli occhi di lei erano verdi. Si guardavano come due fidanzatini del liceo.

 Questa mattina, mi sono alzato contento. Ho disegnato un uomo che ieri era triste e oggi è felice.

 

 

Buona serata!

Em@

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