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76: Un po’ di me #3

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Pedro beato, oggi

Buonasera,

stanco per la giornata, anche se in realtà ho fatto le cose che faccio tutti i giorni feriali della settimana: lavoro, passeggiata con Pedro, caffè con amica del bar, lavoro, passeggiata con Pedro, discorsi sui cani con i padroni dei cani, cucina, stretching, relax. Relax mentre Pedro esce con Luca, il mio coinquilino disordinato. Perché Pedro è un cane fortunato. Esce 5 volte al giorno, di cui due con me e tre con Luca. La terza uscita con Luca è in più. Perchè Luca ama Pedro e a me mi fa piacere che il cane esce. Almeno mi riposo un po’.:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D

Oggi, non ho scritto nulla, perché non ho avuto il tempo. Di solito, scrivo il pomeriggio presto, prima di rientrare a lavoro. Anche se preferirei la mattina, perché sono più fresco. Ma, la mattina all’alba non fa per me. Dopo, sarei troppo stanco.
La scrittura ha bisogno di tempi, come ben sapete. E io, fortunatamente, ho trovato la mia concentrazione tra le 2 e le 3 di pomeriggio. Più o meno dedico un’ora al racconto. Perché prima immagino la scena e poi mi calo nella parte. Inizio a scrivere, mentre “io personaggio” sto nella situazione che sto per descrivere. Poi vien tutto da sé, come un flusso di coscienza. Mediato razionalmente e contestualmente dal sottoscritto, nelle vesti di “autore”. Di solito, i personaggi li prendo dalla realtà quotidiana, mentre cammino. Mentre vado alle poste, al mercato. O da letture o articoli di giornale.

Molti spunti li prendo da “El País”. Ho l’abbonamento a “El País Semanal” e devo dire che è un giornale che mi piace molto. So lo spagnolo perché ho studiato Lingue e questa cosa sicuramente da qualche parte già l’ho detta.

Per me, leggere i libri in lingua spagnola ha lo stesso effetto catartico di quando scrivo un racconto o un testo scritto. In un attimo mi ritrovo nella storia, come se realmente la stessi vivendo. Mi succede di meno con i libri in italiano. Voi leggete? Cosa preferite, in particolare?

Adesso, vi lascio perché mi si stanno chiudendo gli occhi.

Vi voglio solo dire che la parola di oggi è trasformarsi.

Trasformarsi in un altro te, che realmente sei tu, ma nei panni di un altro, secondo me è la cosa più bella al mondo.

La trasformazione, reale o immaginaria, ci fa capire maggiormente chi siamo, poiché mettiamo in discussione quella parte di noi che emerge. Scoprendo realtà diverse. Mai immaginate o percepite. Realtà nuove, a volte piacevoli, a volte no.

Un beso 😗 y Buenas Noches 🎇🎇🎇🎇🎇

Em@

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23 thoughts on “76: Un po’ di me #3

  1. Per scrivere in genere preferisco la mattina, oppure come fai tu tra le due e le tre del pomeriggio, anche se devo ammettere che per me è un periodo di fiacca!
    Per quanto riguarda il leggere è vero che certe storie (e non mi riferisco solo ai romanzi) hanno la capacità di catturarti completamente, però devo dire che di solito leggo tutto in italiano, solo raramente qualche cosa in inglese.
    Buonanotte Ema e saluti anche a Pedro 🙂

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