Storie

77: Bimba incompresa

 

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Donna incompresa, Maggio 2016

Una bambina piange, mentre suo padre le pulisce il viso. Che lacrima lacrime. Lacrime di attenzioni.

Vorrebbe un padre, come le sue potenziali amichette. Una famiglia normale, senza dover girare da mattino a sera con dei fiori in mano. Fiori da vendere a clienti, che vanno per la loro strada. Clienti disattenti che mangiano panini e gelati al gusto di nocciola, mentre lei con una maglietta rossa chiede soldi. In cambio di fiori.

Fiori che sembrano finti, all’interno di plastiche colorate che attirano passanti. Li attirano solo, perché alla vista di quei fiori così perfetti, uomini e donne anche non borghesi cambiano direzioni. E fanno finta di telefonare a un bambino inesistente o a una madre morta da anni.

La bambina ha sette anni e vive con suo padre in un centro di accoglienza. Tra albanesi che chiedono l’elemosina, italiani che hanno perso il lavoro, africani che sono riusciti a passare il confine. E hanno trovato accoglienza in questa ex scuola, con mura bianche e bagni di ex studenti, trasformati in bagni confortevoli che forse sanno di grande famiglia.

La bambina ha un aria da furbetta, con una frangetta che le copre parte di quegli occhi azzurri. Azzurri come il mare di prima mattina, quello non contaminato da bagnanti frenetici che lo usano come discarica. Azzurri come il cielo limpido che, insieme al sole, delinea case, alberi e cani e allontana l’umidità dell’estate dell’anno scorso.

Oggi, quella bambina l’ho vista piangere. In maniera continua. Non riusciva a fermarla nessuno. Il padre chiedeva spiegazioni, e lei non rispondeva. Si è buttata a terra e continuava a lacrimare. Lacrime amare di una vita difficile. Senza una mamma che potesse darle una carezza di conforto, senza una mamma che potesse farle semplicemente due codine. E in un attimo farla sorridere, non ridere.

I suoi occhi, rossi dal pianto, per un attimo si sono scontrati con quelli di un bambino, che subito ha capito, e le ha regalato una pallina colorata. Lei è rimasta per un attimo immobile e subito ha preso quel gioco, che nessuno mai le ha regalato. Che nessuno mai ha pensato di regalarle. Forse per mancanza di soldi, forse per mancanza di mezzi.

La bambina si è alzata, ha ringraziato il bambino, che ha ricevuto un abbraccio sincero da una nonna simpatica e per nulla artefatta.

Il bambino e la nonna si sono allontanati e Lei è rimasta con suo padre, che ha continuato ad asciugarle il viso. Un viso ora contento, che ha molto da raccontare, da dire.

Un viso pieno di speranza. Speranza che un domani le cose possano cambiare.

Oggi, una bambina ha pianto lacrime di attenzioni. Lacrime che dicono tanto. E che molte volte non vengono capite, comprese. Forse per mancanza di mezzi, forse perché ci sono situazioni che non ti permettono di capire. Purtroppo.

Buona serata, 

Em@

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7 thoughts on “77: Bimba incompresa

  1. Putroppo possono anche essere lacrime incomprese perché di una bambina vista e trattata come un’adulta. Per questo motivo non riceve giochi o amore, ma viene considerata solo come lavoratrice che dovrebbe portare soldi in tasca. Storie come questa sono tristi…

    Buonasera Ema 🙂

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