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84: Un po’ di me #9

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Pianta e davanzale, Chieti, oggi

6 giugno

Buenas,

ci sono dei giorni in cui vorresti buttare tutto dalla finestra, compresa la pianta che da anni soggiorna sul davanzale.

E oggi non è uno di questi giorni.

Ci sono dei giorni in cui vorresti riempire il tempo, riuscire ad intersecare impegni, hobbies, situazioni conviviali, appuntamenti dal dentista. Anche se poi ti rendi conto a fine giornata, che non serve riempire il tempo se non hai coscienza dei giorni che passano. Delle scelte. Se non hai coscienza di quello che vuoi.

Il tuo tempo non è un riempitivo, una forma di essere.

E oggi non è uno di questi giorni.

Ci sono dei giorni in cui vorresti essere come il tuo vicino di casa, che ha appena raggiunto un traguardo. Come il ricco avvocato che guadagna soldi, solo per aver messo una firma. Come la scrittrice famosa, che scrive bene, non benissimo, e che viene osannata come una diva di altri tempi.

E oggi non è uno di questi giorni.

Ci sono dei giorni, come oggi🌅🌅 , che decidi di cambiare strada per tornare a lavoro. E per dieci minuti cammini e ti giri intorno. Scopri case mai viste 🏡, panorami apparentemente senza senso, case degli altri aperte. Finestre, che per via del caldo, ti accolgono in case vissute. Signore che lavano a terra e che non vedono che con il tuo sguardo sei entrato nella loro intimità.

Lo so, non si fa.

Ma, fondamentalmente sono curioso e amo spiare le case degli altri. Soprattutto la sera d’estate, quando i lampioni esterni sono spenti e le finestre sono aperte. Chi è dentro non vede chi sta passando. Chi è dentro continua a litigare con la moglie, con il marito. Lascia la tavola in disordine, si gratta il pacco, come se non ci fosse un domani, e subito dopo prepara il biberon per il bimbo, senza la preoccupazione di doversi lavare le mani. Tanto nessuno sa che per minuti la sua mano è stata nascosta in una mutanda a righe, con sfondo bianco. E anche orrenda, aggiungerei! Ahahah.

Tornando a noi, stasera ho riutilizzato il minipimer dopo una settimana di stasi. Ero un po’ ansioso, ma mi sono armato di buon coraggio e ho tritato zucchine diverse da quelle dell’incidente, per fare una vellutata. Alla fine del post, la ricetta🍅.

Pedro, oggi più bravo del solito. Oramai si siede senza esitazione. Luca, lavora e mangia. E la casa apparentemente ordinata, anche se ho visto luoghi che volutamente non ho voluto ispezionare.

Ah, la palabra del día (parola del giorno) è: DENTRO

Dentro ogni abitazione, si nasconde la vera persona.

Buona serata e/o notte

Em@

Ricetta vellutata e procedimento:

4/5 zucchine

1 cubetto di brodo vegetale

1 patata grande

Cuocere le zucchine e le patate (tagliate a cubetti) in una padella, dopo aver soffritto l’aglio. Aggiungere acqua e cubetto stritolato con forza. Aspettare che l’abbondante acqua si sia ritirata e il tutto si sia cotto. Prendere il famoso minipimer e frullare il tutto. Aggiungere spezie a piacere. Verrà un fantastica vellutata.💫

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19 thoughts on “84: Un po’ di me #9

  1. Per buttare la pianta dalla finestra devi togliere prima la grata.

    P.S.: io il dado non lo metterei nella vellutata. Il brodo vegetale lo farei io. Ci vuole un po’ di tempo in più, ma è molto meglio, al limite gli ortaggi del brodo puoi anche passarli e lasciarli nella vellutata.

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      1. ahhaha a Milano si dice così, sono quelle che hanno il ballatoio in comune..prima di trasferirmi a Milano non sapevo cosa fossero
        grazie per la simpatica hihihi 🙂

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