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87: Un po’ di me #11

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Imperfetta imperfezione, Chieti, oggi

8 giugno , ore 18.30

Buenas,

Pedro è accanto a me che dorme. Sto scrivendo dal cellulare e tra poco andrò a preparare la cena. Anche se non so cosa cucinare. Vedremo!

Siamo usciti, poco fa, per la solita passeggiata pomeridiana e come due sorelle assenti, dopo aver camminato, ci siamo seduti. Vicino a una signora, che attonita mi guardava. Ci guardava.

Siamo rimasti un po’ a guardare (non come la signora) chi passava. E ci siamo imbattuti, tra i tanti, con un ragazzo, alto e bono. E senza peli. Tutto liscio.

Questo bel fusto non faceva altro che guardarsi in ogni vetrina. Vetrine che in realtà non esaltavano la sua figura. Poi, per fortuna, ne incontra una con gli specchi e lì trova il suo godimento più estremo. Rappresentato da una permanenza di cinque minuti, mentre gente continuava a passare. E lui si aggiustava quel ciuffo, che in realtà volevo aggiustargli io.

Poi c’ho ripensato e mi sono detto tra me e me che non mi avrebbe mai permesso di fare quel gesto, nemmeno se fossi stata  Pamela Anderson, ai tempi di Baywatch.

Questo per dire che l’estetica per me non rappresenta tutto. Mi spiego: l’aspetto visivo  è fondamentale, sì. Ma, non necessariamente quelli boni oggettivamente mi piacciono. Oltre a essere un tipo, il mio tipo ideale deve avere delle doti nascoste che non sto qui a raccontarvi. Oltre alle doti nascoste, deve tenermi testa. Non deve essere un ministro della pubblica istruzione, avvocato o commercialista che usa il pezzo di carta (la laurea) pure per andare al bagno. Deve essere uno senza problemi, con storie alle spalle tranquille. Senza tragedie e situazioni con ex che non gli permettono di andare oltre la siepe.

Tornando alla poltrona, che accoglie il mio fisico oramai stanco, volevo mostrarvi un dolce commerciale, che non so se si vende altrove. Si tratta de “Il Piacere”, che si produce a Moscufo, vicino a Pescara. Ha due varianti: Nutella e frutti rossi. Stamane prima di andare dal dentista, ne ho comprato uno e ora ve lo mostro (mi sento come quelle youtuber che fanno le televendite sui prodotti che acquistano o sui libri, che non leggono mai. Pieta!)

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La parola del giorno è pazzia. Il mio tipo ideale deve essere folle come Holden (recensione de Il Giovane Holden, se volete leggerla, e’ presente nella categoria classici) che fa queste domande, a cui nessuno sa mai dare una risposta:

“Mi saprebbe dire per caso dove vanno le anitre quando il lago gela? Lo sa, per caso?”

Pedro si è appena svegliato, io mi vesto per casa e vado a preparare la cena.

Buona serata!
Em@

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32 thoughts on “87: Un po’ di me #11

  1. Eh sì, l’aspetto esteriore non è tutto ed è sempre meglio cercare oltre una bella immagine.
    Niente, quel dolce non l’ho mai visto, però se dovessi scegliere prenderei quello ai frutti rossi.
    Ciao Ema!

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  2. Sono in pausa siga e, del tuo blog, riesco a leggere solo questo pezzo. Mi piace quello che scrivi e come lo scrivi. Citare Holden, poi, è stata una conferma.
    Resto. Non mi voglio perdere i prossimi pezzi 😉 . Sbircerò anche un po’ quelli passati, recensioni comprese.
    Bentornato, Em@
    Á bientôt ^_^

    Mi piace

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