pillole

110: Il mio paese

Il diario (2)

Ritornare indietro. Prendere la macchina, partire. Tornare nei posti che ti hanno cresciuto.

Fuori piove. Pioviggina.

Entrare in paese. Tutto è cambiato, più piccolo.

I ricordi restano. Restano le passeggiate infinite per il corso, il negozio di mia madre, l’odore dell’infanzia. Infanzia felice, felicissima. Anche se non ero me stesso al cento per cento.

Il senso di appartenenza. Persone cambiate, maturate, invecchiate.

Sorrisi come una star del cinema. Perché quando te ne vai e poi torni, per chi resta sei un esempio. E non l’ho mai capito di cosa.

Sei uscito e mai rientrato. Ma, quando torni, anche se sei uscito per sempre, rimani uno di loro.

Ritornare indietro. La paura di rientrare, il coraggio di farlo. L’ho fatto.

Mi sono sentito a casa come sempre, anche se quella casa è andata avanti. Tornata indietro. Rimasta pura, autentica.

Per anni ho avuto paura di ritornare.

Sono tornato, ed era come se non me ne fossi mai andato.

Ritornare indietro. Partire verso quello che eri, e che sei ancora.

Fuori piove. Pioviggina.

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6 thoughts on “110: Il mio paese

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