Storie

116: L’uomo senza definizione

Il diario (7)

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Le immagini corrono. Veloci. Ti passano per la mente ricordi di estati passate, di tempi felici. Al sole. Quando una caramella faceva sorridere un bambino. Quando la piazza era un luogo di incontro.

Tu, lavoravi. Avevi una bottega. Vendevi pane, che acquistavi dal fornaio di fiducia. E formaggio. Formaggio che rendeva inaccessibile una cantina. Una cantina senza finestra, con una piccola porta che si adagiava su scale non proprio stabili.

Hai lavorato per anni, e anni. Hai fatto studiare i tuoi figli, che ora sono lontani. E non ti fanno nemmeno una telefonata. Telefonata che giustifichi sempre, dicendo che sono occupati e che non riescono a trovare un minuto libero. Un solo minuto.

Tu, ora sei solo. Tua moglie vive con un altro. Vi siete separati da 20 anni. Lei si gode la vacanza al mare con il suo “nuovo” marito. E tu vaghi per la città alla ricerca di una definizione. Una tua definizione.

Sembri spaesato. Senza dimora.

Le immagini corrono. Veloci. Ti passano in mente ricordi di estati passate, di tempi felici. Mentre cammini, ai bordi di una fontana. Una fontana che inizia a zampillare.

E, tu, nemmeno te ne accorgi.

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4 thoughts on “116: L’uomo senza definizione

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