RealTime · Storie

Sabato che non molla. Mai.

Buenas,

chiuso in una camera d’albergo, continua a scrivere. Mentre piove, e gli altri sono in qualche bar a divertirsi.

Scrive fino a quando le parole terminano di riempire un quaderno già usato. Con le righe della terza elementare.

Si posa sul letto e cerca di metabolizzare quelle parole, che lo hanno riempito e svuotato allo stesso tempo. Parole belle, forti, a tratti dure. Parole senza senso, sensate, divertenti. Che spingono a sorridere, poi ridere.

Cerca di dormire, ma non riesce. E’ troppo stanco. Stanco grazie al suo lavoro, hobby, passione. Felice per la sua stanchezza. Una stanchezza che ti fa dire : “Cazzo, che bella cosa che ho scritto!” Anche se fuori nessuno ti ascolta, non ascolta quello che hai da dire.

Perché quasi sempre non si viene ascoltati. Ed il talento, il vero talento, non viene capito. Perché non si è estremamente belli o non si è estremamente ricchi per sborsare migliaia di euro, per pubblicare pagine di libro, solo per aver fatto una scuola di scrittura.

Marco si addormenta.

Marco si sveglia, mentre i suoi amici sono ancora fuori. Rilegge le sue parole. E’ troppo presto per andare a fare colazione. Prende un foglio dell’hotel, di quelli che lasciano insieme a una busta che nessuno invierà mai. Prende questo foglio e butta giù delle parole, che lo aiuteranno a creare. Sicuramente qualcosa di nuovo. Forse di diverso. Forse di nuovo e diverso. Sicuramente parole sue. E solo sue.

Gli altri tornano e lo vedono scrivere. Gli chiedono: “Che fai?” E lui risponde: “Scrivo”

Ridono fino all’infinito. Perché a loro solo importa aver bevuto fino allo svenimento. Aver fatto sesso in un orgia di scambisti, dove conoscersi è una rarità.

Marco esce dall’albergo, mentre gli altri dormono.

Cammina per il lungomare della città, mentre il sole si fa visibile. Grazie ai contorni delle case delineate, a un mare piatto che non disturba.

Marco è felice. Perché sa che scriverà per sempre. E anche se mollerà, si rialzerà. Come ha sempre fatto.

Vi mando un beso virtual, insieme a Marco. Che vuole dedicare le nostre parole, a Cranio Randagio: un ragazzo troppo sensibile.

Mil besos,

Em@e Marco.

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