Storie

La carezza di suo padre

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foto presa dal web

Si era fatta tatuare un nome di persona. Su quel braccio pieno di ferite. Ferite di un’adolescenza problematica, di abbracci mai dati, di sguardi pieni di odio. Rancore.

Ora in una sala di attesa di un ospedale di provincia, ripensava e pensava a quel padre assente. Quel padre che non l’ha fatta mai sentire sicura. Quel padre che voleva diverso, forse per sentirsi come le altre sue amiche. Che avevano una figura di riferimento. Un porto sicuro, in un mare in tempesta.

Sonia, ora, spera di poter recuperare quel rapporto. Pur sapendo che non era colpa sua. Pur sapendo che lei era piccola e non avrebbe potuto affrontare le cose diversamente.

Sonia ora attende che suo padre si risvegli da un coma che da un giorno all’altro l’ha trasformato. Un corpicino minuto e indifeso in una sala che lei può vedere solo da un finestrone gigante. Un finestrone che ha trasformato la sua rabbia in umanità. Un’umanità che ha fatto scomparire una pioggia incessante scura, che si posava non dolcemente sulla finestra della sua macchina. Ogni volta che i suoi pensieri si orientavano su quell’uomo per nulla facile.

Si è fatta tatuare il nome di suo padre, Sonia. Qualche anno fa. Quando era ancora adolescente ed aveva bisogno di carezze. Le bastava solo una carezza. La carezza di suo padre.

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2 thoughts on “La carezza di suo padre

  1. Un tempo esistevano padri “padrone” (adesso forse molto molto meno) che non sapevano instaurare con i figli rapporti affettuosi e teneri. Ho conosciuto persone cosi e posso dire che il rapporto si recupera da adulti e solo quando si riesce a perdonare ed a capire i motivi per cui questi genitori non riuscivano ad amare in modo giusto i figli. Forse da piccoli erano stati educati allo stesso modo oppure erano stati privati anche loro dell’amore paterno… Chissà!!!! I motivi sono molteplici. Ciao Ema, ho fatto silenzio durante la quaresima. Ora siamo all’ultima settimana e passo per augurarti una buona settimana santa e BUONA PASQUA.

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