pensieri

Luce che entra

Quella mattina si è alzato senza dire nulla a nessuno. Uscito con la fretta di chi non apprezza nulla. Nemmeno la colazione sul tavolo preparata da qualcuno che ama. Lo ama.  Ha vagato per vie centrali senza meta. Direzione. Ha vagato per strade sconosciute aspettando qualcosa. Non trovando nulla. Illuminato per un attimo da una luce solare, si è sentito importante. Capito. Si è sentito accettato, amato, osannato, rinvigorito. Quando ha calpestato l’ombra è di nuovo sceso negli inferi dei suoi mostri. Ha vagato ancora, cercando quella luce. Una luce ora scomparsa, impercettibile. Una luce che forse un giorno incontrerà di nuovo. Forse mentre fa colazione ed apprezza un succo d’arancia colmo. E un panino del giorno prima con la marmellata comprata dal fruttivendolo. l

Poesie

Il futuro 


E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.


Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all’angolo della strada mi fermerò,
a quell’angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
né là fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

di Julio Cortázar
(da Le Ragioni della Collera)


Poesie

La vita…è ricordarsi di un risveglio

La vita…è ricordarsi di un risveglio
triste in un treno all’alba: aver veduto
fuori la luce incerta: aver sentito
nel corpo tutta la malinconia
vergine e aspra dell’aria pungente.
Ma ricordarsi la liberazione
improvvisa è più dolce: a me vicino
un marinaio giovane: l’azzurro
e il bianco della sua divisa, e fuori
un mare tutto fresco di colore.

Sandro Penna.

Pensieri estivi della sera o notte

Il caldo che avanza

IMG_20170623_155242_897

Una moto ferma.
Alberi che attendono. Cosa poi?
Macchine chiuse senza nessuno.
E il caldo…che avanza.

Avanza senza avvertirti.
Ti ingloba in una bolla.
Chiusa o aperta. Comunque calda.

Avanza nelle frasi lasciate a metà
di due ragazzi che sono vicini a te,
e sorseggiano una coca cola fredda e
un caffé bevuto a metà.

Lei vorrebbe concludere la relazione.
Lui non ci sta e
prova a dire qualcosa. Ma, lei lo ferma.
Sempre.
Non ha possibilità.

Lui si alza e va in bagno.
Per stemperare la tensione,
andare lontano per un po’.
Torna.
Lei non c’è. Scomparsa in
una bolla di sapone già scoppiata
da tempo.

Lui si siede.
Mentre il caldo…avanza.
Una moto ferma.
Alberi che attendono. Chi poi?
Macchine chiuse senza nessuno.

Nessuno ascolta il silenzio di Lui.
Mentre il caldo avanza.
E zittisce persino due cani
che abbaiano sempre.

 

Poesie

Per lei di G.Caproni

Una poesia. Una dedica. Essenziale. Intensa.

Per lei voglio rime chiare,
usuali: in -are.
Rime magari vietate,
ma aperte: ventilate.
Rime coi suoni fini
(di mare) dei suoi orecchini.
O che abbiano, coralline,
le tinte delle sue collanine.
Rime che a distanza
(Annina era così schietta)
conservino l’eleganza
povera, ma altrettanto netta.
Rime che non siano labili,
anche se orecchiabili.
Rime non crepuscolari,
ma verdi, elementari.

pensieri

Gattina

Accanto al mio giardino c’è una gatta. Che ha dato alla luce cinque gattini. Da una settimana le do il cibo. Perché mi fa molta tenerezza e perché è giusto così.
È una gatta che non ha paura di nessuno. E difende i figli come non ho visto nessuno fare. È forte, coraggiosa. Nonostante non abbia nulla. Un affetto umano per esempio.
È esemplare perché coccola i gattini, come una mamma umana. Ogni tanto la spio e vedo la cura che ha verso i suoi figli. Verso esseri minuscoli che hanno forse una prospettiva randagia.
Per la prima volta, ho ammirato un gatto. Sicuramente per mia ignoranza.
Per la prima volta, ho sentito il richiamo di una mamma gatto, che senza mezzi cerca di dare quello che ha ai poveri pargoli.

pensieri

Nevica, invece no.

Ci sono verità che scivolano addosso, per poi cadere a terra.  Perché la verità, sentirla, sentirsela pronunciare, fa male.  La verità è anche accettare i propri limiti. No? Capire che non si è perfetti e che qualche volta si sbaglia. Poi, ognuno ha una sua verità. E può concepire “un’altra verità” in maniera diversa. Sono sicuro, però, che la verità viene sempre a galla. Anche pensare che ci sia la neve, ma in realtà fuori c’è una cappa di umidità che spacca le pietre.

wp-image-1133870550jpg.jpg