Pensieri estivi della sera o notte

Lunedì (Che più storia non è)

Rumori di aereo.
Alzo il viso verso l’alto.
Guardo il cielo. Senza
nuvole. Limpido e sereno.

Qualcuno starà dormendo.
Forse facendo l’amore.
Battaglie di coccole e
lingue.
Lingue che litigano anche.
Litigano quando Lei ama
l’ordine e Lui il disordine.

Lei e Lui sono in vacanza.
E’ lunedì.
Lei vuole andare all’Asteria.
Stabilimento Vip.
Lui vuole stare a guardare
le onde, dalla finestra dell’appartamento affittato.

Lunedì.
Lei e Lui litigano.
E che stanno a fare insieme?
Mica hanno fatto un patto per sempre?
Perché non scelgono di mandarsi a fanculo?

Lunedì.
Un aereo rumoreggia nel cielo.
Cielo limpido.
Limpido nei ricordi
di quando si sono messi insieme.
Tutto era più semplice.
Semplicemente autentico.

Lunedì.
Due nonni assaporano
il quasi fresco delle quasi 10.
Un signore legge il
giornale.
Vedo da lontano Lui e Lei.

Continuano a litigare.
Farsi male. Distruggersi.
Pensare.

Ma non mettono
un punto finale alla loro storia.
Che più storia non è!

 

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Pensieri estivi della sera o notte

Domenica d’agosto (o di fine luglio)

Le città di provincia si svuotano di domenica, d’agosto.
Il vento non è né caldo, neanche freddo. Tutto sembra fermo. Anche l’acqua della fontana perde vigore. Il vigore del lunedì.
Una signora con i capelli bianchi, dopo la morte del marito, ha preso un cane. Da allora è diversa.
Felice per qualche secondo.
Ora, Lei, seduta ascolta il silenzio. Il vento. E il respiro, a volte, affannoso di questo cane bianco.
Bianco come la semplicità.
Bianco come i padri che fanno il loro dovere.
Bianco come la camicia bianca di un ragazzo, che porta a passeggio il nipote. Troppo rumoroso per i miei gusti.

Di domenica, d’agosto, le cicale cantano ancora. Ahimé.
Stravolgono, insieme a un vento inaspettato, solitudini ferme.
Ferme come una foto in bianco e nero, dove il colore non esiste.
E dove le immagini non ritoccate conservano pudori oramai scomparsi.

Pensieri estivi della sera o notte

Fragile

Fragile
come una
rosa in
estate. Un’estate
torrida che
non ha acqua.
Solo fuoco.
Che da lontano
impone la sua
grandezza.
Gialla. Arancione. Rossa.

Fragile
come un
puttana vestita di
bianco che
ho appena incontrato.
Andava con un cane
nero, suo unico amico.
Mi ha fermato
e mi ha detto:
“Vorrei essere
come le altre.
Quelle fortunate.
Le ho risposto:
Essere se stessi
purtroppo ha le
sue conseguenze.”

Fragile
come tre
donne che
invocano Dio.
Tre donne
anziane
ai limiti
di una vita
fatta forse
di sacrifici.
Una vita
in Chiesa
dove
luoghi comuni
hanno
trovato
una dimensione.
Equilibrio.

Fragile
come le cicale
che mando a fanculo.
Come le foglie
che cadono, le mamme
che piangono al telefono.
Gli uomini che
passeggiano soli
per ore.
E le rumene
che non hanno
nessuno.
Schiave a
volte di
signore
che le trattano
male.

Fragile come me che scrivo. Come te, che piangi, forse, adesso, davanti a un film romantico. Fragile come i sogni, i desideri, le frasi fatte, le parole dette piano. I baci appena percepiti.

 

Blog di Libri

 

 

 

Pensieri estivi della sera o notte

Tutto finisce

Tutto finisce.
Le voluminose abitudini.
I baci dati piano.
Quelli dati di nascosto.
Le serenate prima del
matrimonio.
I pranzi con gli amici.
Le amiche di palestra a luglio.
Le stagioni senza
veli. E quelle con i piumini
che non ti definiscono.

Tutto finisce.
Il senso delle cose
nascoste.
L’amore per un libro.
L’ultima pagina.
Quello che è stato
e si vuole ricordare.
E che poi si
accantona di
nuovo.

Tutto finisce.
E poi rinizia.
Tranne il
nero, l’urlo
e un vento
che annuncia
pioggia. Poi
temporale.
Ed infine tempesta.

 

Di seguito vi posto, il mio nuovo blog. Continuo a scrivere qui.

Ma, in questo, che vi linko di seguito, parlerò di libri. 

Libri di Emanuele, pensieri e citazioni

 

Libereassociazioni

Urlo.Fine.Sogno.Girotondo.Santità.

L’urlo nero del silenzio è come il gelo.

“La fine delle cose è un caso o la sua bellezza?” Si ripete sempre, all’angolo della strada. Invece di dire a se stessa: “Ciao! Come stai oggi?”

Lei non sa vivere senza Lui, il suo sogno. A volte, il grigio delle mattine pensierose.

Grr Grr fa ogni tanto. Come in un girotondo di parole dove l’edicola ed il pisello sono complementari.

L’urlo nero era solo eccitazione. Quando tutto è successo. Quando la santità, all’improvviso, viene fuori. Al posto della luce.

Urlo. Fine. Sogno. Girotondo. Santità.

 

Storie

L’uomo solo

Conosco un signore che ha come proprietà una macchina. Quando vado in palestra, lo incontro. Cura la sua macchina come la rosa del Piccolo Principe.

Questo signore ha gli occhiali da vista ed avrà circa 50 anni. Parla poco. E’ taciturno.

La sua macchina contiene: lenzuola, letto, vestiti e persino fiori. Ha anche gli elastici che gli servono a “saldare” coperte, per proteggere la macchina dai raggi solari.

E’ un uomo buono, gentile. Ma, come se non esistesse. Forse si sente libero così, forse ha paura degli altri. Del mondo, spesso ostile. Dei pregiudizi che delimitano.

La sua vita gira tutta intorno al suo mezzo. Ma, è un mezzo che non cammina. Un po’ come noi che abbiamo la nostra casa, il nostro rifugio, e ci sentiamo al sicuro solo lì.

 

L’uomo solo di Leo Ferré

 

 

libri · pensieri · pensierisparsi · pillole

Sedia a rotelle

Un corpo arreso

nel gelo della sua

routine. Quotidianità malinconica.

 

La noia di

quella sedia a rotelle

sempre uguale,

che la obbliga alle attese.

Anche nei silenzi forzati.

 

Fuori. Un mondo

di colori passeggiano.

Verde, giallo, rosa, arancio.

 

Dentro. Anime

strane, che si insediano

nei ricordi. Vacanze.

Panchine di liceo.

 

Vai! Dice sempre a se stessa.

Come per sentirsi viva.

perché se sta ferma,

soprattutto quando già lo è,

si può fare un BUU da sola.

 

Tanto

nessuno

ti/la ascolta.

Ti vede.

 

Nessuno

Ti/le dice

“Come stai?”

“Dove andiamo, ora?”

 

Liberamente ispirato al libro che vedete nell’immagine in evidenza