Ai bordi di una scala…

Ai bordi di una scala, il tempo si è fermato. Si è fatto piccolo. Non esiste.

Non occorre sapere da dove proviene quella paralisi, perché ora non ci può fare nulla.

Sergio, seduto sul primo scalino, piange lacrime. Lacrime amare. Derivate da un senso di vuoto, di inutile inesistenza.

Vorrebbe gridare al mondo “Ci sono!”

Ma, si è stufato.

Si è stufato dei no, di non essere nessuno.

Non aspira ad essere un poeta o un artista. Un mago o un ministro. Vorrebbe essere qualcuno riconosciuto socialmente. Che può essere d’aiuto. Che può vantare ai suoi occhi quello che è. Che è diventato.

Purtroppo, la vita è un treno. Va troppo veloce. A volte, si perdono le fermate. Non per colpa nostra. Ma, di un destino.

Un destino che non ha una definizione, che non si può addobbare come un albero di Natale.

Un destino buio o di luce. Che esiste.

Ai bordi di una scala, Sergio ha smesso di piangere. Ora è calmo.

Fuori il sole delinea le case, i bambini vanno in palestra. E le maestre, indaffarate, parlano solo di scuola.

2 pensieri su “Ai bordi di una scala…

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