Le finestre degli altri

Cara Kitty,

tornando a casa a piedi, mi sono imbattuto nelle finestre degli altri. Potrai definirmi “curiosone, pettegolo che non sei altro”. Ed un po’ è anche così. Ma, la mia non è voglia di sparlare. E’ solo una sana socialità.

Le finestre degli altri raccontano molto. Quella che ho visto oggi era di una persona sola e molto disordinata. Carte ovunque. Un tavolo arrangiato che ospitava cicche di sigarette e residui di pranzo, su un piatto lasciato lì da qualche ora.

Mattonelle vecchie ed un giornale aperto, posizionato su una sedia vintage.

Ho immaginato la persona che poteva abitare questa casa e sono due le opzioni: o è un uomo anziano o è uno studente fuori sede.

Oppure potrebbe essere un uomo divorziato,senza soldi? Soldi che dà ai figli e alla ex moglie per il mantenimento? Soldi che non vede, perché passano direttamente al conto di Lei?

Continuando a camminare, cara mia, ho abbandonato le case degli altri. E ho scrutato l’orizzonte. Cielo colorato dopo la pioggia. Nuvole grigie che non promettono nulla di buono. Fresco nelle ossa, che mi faceva tentennare. Perché non sono ancora abituato alla nuova stagione!

Un saluto,

E.

finestra
Foto presa dal web

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