Due amiche. Buon anno!

Due amiche parlano. Discutono.
Come Lila ed Elena.
Mangio un’arancia e le vedo
dalla finestra.
C’è il sole. Azzurro.
Vai a quel paese! Dice Elena.
Lila non risponde.
Arriva un nuovo anno.
Sere nere e nuove.
Due amiche litigano. Qui e ora.

Buon Anno!

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La ruota gira #10

Ci sono persone che non lavorano. Non hanno uno stipendio, non hanno una casa. Molte volte, nemmeno da mangiare. Molte volte, con una famiglia alle spalle.

Per il contesto sociale, sono esseri umani privi di identità. Identità sociale.

Oltre ad essere martoriati da una vita per nulla rosea, sono persone che non esistono agli occhi degli altri. Persone a cui, molto spesso, non è concesso di festeggiare. Persone che non possono decidere, né dimostrare quanto valgono. A cui, quasi sempre, non viene data una possibilità.

Ci sono persone che non lavorano.

Ma, la ruota gira!

Indifferenza #9

Ci sono persone che, dopo una relazione tormentata (di qualsiasi natura), preferiscono l’indifferenza alla cattiveria. L’indifferenza, apparentemente difficile da decifrare, nasconde un muro insormontabile che non lascia passare nessuno. L’indifferenza non implica un coinvolgimento, né notti in bianco a rimuginare su quanto detto, fatto o non detto e non fatto.
Ci sono persone indifferenti che scelgono appositamente l’indifferenza. Perché, a volte, preferiscono: non soffrire, non dire di nuovo cose ripetute all’infinito. Preferiscono cancellare totalmente quello che, forse, c’è stato. Perché non ne vale più la pena.

Ora non più #8

Ci sono persone che, in tempi remoti, scrivevano lettere, diari, biglietti d’amore. D’auguri.

Scrivevano con calma, facendo attenzione al contenuto, alla forma. Alla grammatica. Pesavano le parole. E qualsiasi imperfezione, veniva corretta. Perché era importante arrivare al destinatario nella perfezione totale.

Queste persone, ad esempio, compravano la carta e la busta dello stesso colore, sceglievano le cartoline con molta cura e utilizzavano una penna nuova.

C’erano persone che scrivevano lettere, diari, biglietti d’amore e d’auguri. Ora, non più.

Ambiguo #7

Ci sono persone ambigue, difficili da decifrare. Un giorno ti amano, l’altro ti odiano. Hanno capacità mimiche innate. L’ ambiguo è incerto, anche secondo l’etimologia. E nell’incerto si può aprire un mondo. Un mondo fatto di sorrisi di circostanza, di abbracci dati male. Di frasi mai finite o dette a bassa voce. È vero che viviamo nell’incertezza. Ma, agendo con la Certezza, forse, troveremo la nostra verità.

Nonne #6

Ci sono persone, come le nonne, che nella loro presenza fisica o nel ricordo sono sempre nei nostri pensieri. Pensieri semplici rappresentati da un gesto di consenso complice, da un sorriso che non svanisce. Da un bacio troppo affettuoso che rimane nei nostri visi.

Visi ora adulti, che non dimenticano l’odore di una fettina cotta in padella, la cura nel vestirci prima di andare a scuola. Le mani forti che ci hanno sorretto (e ci sorreggeranno) per tutta la vita.

Ci sono persone, come le nonne, che vivono in noi. In quello che siamo, ora. Nei nostri discorsi, nelle parole di sempre. Nei: “Ciao, come stai?”