Come un insetto o una foglia.

Credere e/è perseverare.
Lottare fino all’infinito per quello che si vuole.
Determinazione, lotta con se stessi.
Con un mondo, a volte, crudele.

Macchine si perdono nel buio di settembre.
Un buio che si vede ancora.

Siamo come queste macchine.
Abbiamo bisogno sempre di luce.
Estasi perenne. Forza vitale continua.

Ma…siamo solo un fiore bianco
diventato blu a causa della sera.

Fiore strappato da un vento non troppo forte
che, facilmente, ci ricorda che siamo NATURA.
Come un insetto o una foglia.

blooming blur close up daisy
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Non mi stupisco più di nulla

Pioggia, ha smesso. Ora.
Ho sentito belare una vecchia pecorella.
Bee, bee.
Beh! Mi sono detto tra me e me.
In piena città, dove potrebbe stare una pecorella?

Rumori di metropolitane, scroscio di acqua piovana. Rosso di macchine grandi.
Che non mi vedono. Vanno troppo veloci!
Come impazzite.

Un bicchiere sul tavolo della mia scrivania,che ondeggia.
Come scosso da un terremoto di magnitudo 3.8.
Una bottiglia semi-aperta,
che resta immobile. Ed è anche più leggera del bicchiere.
Com’è possibile?

Mi affaccio alla finestra e vedo un bimbo.
Accompagnato da una mamma. Forse non la sua.
Fa la cacca vicino a un albero.
Come fosse un cane.

Pioggia, di nuovo.
Non mi stupisco più di nulla.
La cacca è ancora lì.
Oramai poltiglia.

10 parole: belare, beh, scroscio, bicchiere, bottiglia, pioggia, bimbo, acqua, rosso, rumori.

flying people fly levitate
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Punto (.)

Solo, osservo, questo sole per nulla forte.
Aria fresca. Due signori che parlano. Le case delineate.

(Forse a Beirut qualcuno dice e pensa qualcos’altro. Sicuramente.)

La diversità è un contraddittorio perenne.
Blu. Nero. Verde. Giallo. Rosa. Azzurro.
Persino Bianco.

Bianco Natale, lontano per il momento.
Vicino a me, c’è un gatto che veglia, vigila, attento, i figli.

Sogno case normali, diversamente uguali.
Case accese. Di discorsi, abbracci, litigi.
Case imperfette, dove bene e male si distanziano.
Interagiscono. Si intersecano.

Bene!Per oggi è tutto!
Wow! Che bello finire!
Finire è un punto (.) fermo.

Ma…poi…tutto inizia.
Di nuovo!

10 parole: sole, bene, solo, fresco, wow, contraddittorio, sogno, Beirut, veglia, giù.

wood light vacation picnic
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Sono scelte difficili

Ha scelto di vivere appieno quel sabato pomeriggio. Lontano da occhi indiscreti, visioni di ombre perenni.
Seduta davanti alla vetrina di un bar, ha mangiato un cornetto calorico. Burro in quantità. Marmellata inesistente. Armonia di sapori in quella mente sempre stressata. Immagini di nerchie giganti che l’hanno fatta bagnare. Da quando/quanto tempo non le succedeva?
Per un po’, ha esitato ad alzarsi, vergognosa di quei pensieri così intimi.
E’ uscita verso direzioni di sempre.
Ha salutato un conoscente rispondendogli: “E’ vero! Sono scelte difficili!”

bacon rosemart
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Solitudine

La solitudine segna confini. Come quando vai al mare e c’è un ombrellone isolato. Quasi a riva. Che emerge. Che colpisce bambini conformi e conformisti.

La solitudine fa respirare silenzi. Anche quelli delle attese paurose. Che attendono un responso.

La solitudine non è o è un flash che rende facce da attori? Selfie invadenti di autocelebrazione.

Lontano, ho visto, una signora che guarda il sole sbiadito del tramonto. Legge un romanzo di qualcuno che è morto, sorseggiando un tè freddo alla pesca.

Si gira e si rigira, colpita dal vento estivo, quasi fresco, delle otto.

Nella sua beatitudine priva di wi-fi, guarda l’orizzonte.

E…non aspetta nulla.

E’ (u)na parol(a)

A volte, sento Buio.
Intorno e dentro.
Dentro case chiuse,
asfissianti, senza
finestre. Né aria.

Silenzi nei ricordi
di un tempo di risate.
Mare. Montagna.
E anche poltrone estive.
Quando gli amici erano
altrove. E, io, lì, in casa.

Casa senza rumori.
Calura insistente. Verità
evidente. Palese. Toccante.
Agghiacciante. Vacillante.

Deserto che faceva
paura. Non come
oggi, che ho radici
stabili. In disequilibrio perenne, sì.
Radici che non si perdono
in autostrade piene
di macchine al sole. Che mi fanno
solo vomitare (bleah!).

Vieni con me, mio
io eternamente grato
e ingrato. Andiamo
lontano. Salutiamo
tutti con un BYE BYE.

Solo due parole!
E’ (u)na parol(a).

gray trunk green leaf tree beside body of water

Vai!

Il silenzio è atroce come il vento che sbatte finestre di raccordo.
Raccordo anulare. Macchine girano. Vagano.
Mai si fermano. Attendono.

Attendere il mare. Aspettarlo.
Vederlo da lontano. Scendere in spiaggia e guardare
madri obese e non curanti che urlano.
Grida di attenzione o disattenzione.
Grida isteriche di un rapporto anale.
Puro istinto piacevole che scompare nel vuoto, quando tutto finisce.
A differenza di quello vaginale,
dove bambini nascono.
Creando storie nuove.
Storie di ieri. Di oggi.
E di domani.

Vai!