Era nuova #1

Caro diario,

è difficile scrivere qualcosa in quest’era da coronavirus. Paura, non conoscenza, superficialità. Andiamo nel panico!

Il panico mi distoglie dai pensieri di sempre. Chi lo ha generato? I media ed una politica frammentaria.

Vorrei parlare, anzi parlo della fragilità umana.

Fragile uomo seduto su una panchina. Osserva chi passa. Non si avvicina nessuno. Tutti hanno paura degli starnuti. Goccioline, che volano come pugnali. Lavarsi le mani, con insistenza, come in ospedale. Fino a dieci giorni fa, non sapevo cosa significava lavarsele!

Perché tu ti lavavi le mani?

Evitiamo i contatti umani. Baci, abbracci. Cultura.

Sì: stringersi con un abbraccio, con un semplice bacio, con una carezza è qualcosa che ci appartiene. Come l’aria, come il sesso, come l’odore di maschio. Quanto amo annusare il maschio!

Sono le 17:18 ed oggi ho appreso:

  • che la pioggia mi isola, mentre passa l’aggiustatutto che vorrei farmi (scusate la volgarità!);
  • che siamo fragili. Io lo sono, ma molto meno di altre persone. Forse quando si è abituati a sprofondare perennemente, la fragilità altrui sembra maggiore. Più potente, d’impatto;
  • che la mamma di Luca ha un nuovo gattino. E…ora andrò a vederlo!

Ciao caro diario!

Forse a domani!

Em@

Photo by Burst on Pexels.com

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