Il bambino con la bici

Siamo in una città del centro Italia, agreste e incontaminata. Un tessuto urbano senza definizione. Un freddo rigido.
Un bambino gioca con la sua bici. Ha una casa piccola. Un bagno piccolissimo.
Lo vedo girare avanti e indietro con questa bicicletta. Forse regalata. Forse prestata da qualche cugino.
Lo spazio della sua pedalata è un quadrato. Circoscritto.
Il bimbo è felice.
I suoi occhi sorridono, mentre passo. E mi trascinano verso il suo mondo.
Una realtà senza pregiudizi, né competizioni.
Una realtà di azione, simbolo ed immagini.
Una realtà che vorrei vivere, almeno per qualche secondo, ogni giorno.
Pensiamo sempre ai grandi, ai vestiti firmati, alle raccomandazioni. Ma, dimentichiamo molto spesso, anzi sempre, la vita dei bambini.
Una vita che va ascoltata e presa d’esempio.
Una vita che va compresa e non abbandonata, come un soprammobile, solo perché piccola.
W i bambini!

Nuova era durante il covid #1

Stamattina solita camminata. Alle 6.00, quasi nessuno in giro. Gli alberi, io e i padroni con i cani.

Alle 8, caffè con la mia amica B.. Fa la maestra. Come? Bo. Ma, è simpatica. Argomento di questi giorni: GPS, GAE, tfa sostegno, scuola e mascherine.

Sto studiando per il tfa. Studio intenso, ma consapevole. Non eccedo. E’ inutile.

Ho mangiato del riso. In bianco. Con fagioli. Tutto a crudo.

Riposo.

Passeggiata con i cani.

Scrivo.

Oggi ha fatto caldo. Umido. I cani stanno sul letto di Luca. Dovrei cucinare.

Stasera non cucino. Non ho voglia.

Vedo Ugly Betty, telefonerò a mia madre. Mia sorella. Leggerò: un libro di Pedagogia e L’albero della scienza di Baroja.

Nuova era, durante il Covid.

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