Però, scrivo

Però, scrivo.

Scrivo quando voglio, quando è sera. E non c’è nessuno. Solo tremore. Silenzio. Case buie. Bambini sprofondati in un sonno profondo.

Scrivo delle mie abilità sessuali. Anale. No, sono più bravo di bocca. Riesco a prendere molti cm, senza rendermene conto.

Scrivo senza filtri. Perché filtrare qualcosa che pensi? Baci tra uomini, lingue annodate, fino a tardi.

Scrivo, ora, quasi mai, perché non ne ho bisogno. Non devo condividere per forza: le mie prestazioni, ansie e paure.

Scrivo, ora, che c’è il sole. Fa freddo. Le città sono vuote. Scuole chiuse.

Però, scrivo.

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