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Buonasera o buenas!

Sono tornato, solo per scrivere qualche parola, perché le ultime due settimane sono stato un po’ impegnato. E non ho avuto il tempo materiale per sedermi,riflettere e poi scrivere.

Ho pensato che, da questa settimana e ogni fine settimana, scriverò un post a settimana, dove racconterò un po’ di cose della settimana (scusate per l’uso della parola “settimana”, ma rende molto. No?)

Inoltre, come potete osservare al lato del blog, ho inserito i riferimenti della mia pagina facebook dei libri. Questa settimana ho iniziato di nuovo a postare, perché mi sento motivato. Che mi sta succedendo, non lo so!

Chiunque voglia iscriversi, lo ringrazio in anticipo.

Ora vado a cena, prima devono mangiare le bestie. E poi il sottoscritto. Anche se dovrebbe essere il contrario. No?

Vi saluto,

Mil besos,

Em@

 

news · pensieri

Le parole non dette

E’ il non detto, non espresso: quello che avremmo voluto dire, che sappiamo come dire e che non diciamo (cit.)

Leggevo queste parole, questa mattina, mentre il sole si faceva vedere e gridava, anche se da lontano: ” Ci sono anche io!”

Queste parole mi hanno colpito subito perché vorremmo dire parecchie cose. E molte volte ci stiamo zitti perché abbiamo paura, non abbiamo il coraggio. Forse abbiamo paura delle azioni a seguire, di cosa accadrà, forse, poi.

Io ho da dire parecchie cose. Ma, ci sono cose che non dico perché la situazione non me lo permette. Altrimenti, dovrei fare le valigie ed andarmene.

Alcune volte, per me, le parole non dette servono a mediare le situazioni. I legami di coppia, i rapporti non facili tra colleghi di lavoro.

Altre volte, mi rendo conto che quelle parole che ho da dire devono uscire per forza. In qualche modo. Come le parole che scrivo, quelle che pronuncio in casi di ingiustizie. O quando qualcuno mi passa davanti alle poste. E pensa di fare il furbo.

Il non detto, non espresso, non sempre è da dire. O esprimere.

Almeno per me.

Buona serata o notte,

Em@

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LUNEDÌ DI PIOGGIA ⛆⛆⛆

Buen@s,

mi sembra strano scrivere sul portatile, che avevo appositamente messo nella lista di oggetti da buttare. Mi ero stufato e avevo voglia di cambiare. Cambiare soprattutto perché non funzionava e si bloccava.

Oggi, accendendolo per caso, senza dare peso alla riuscita, ho scoperto che il mio caro computer aveva ripreso a camminare. Sempre in maniera limitata, questo sì. Ma, lasciandomi in pace, mentre scrivo queste parole.

Parole che escono, mentre fuori piove. E la giornata non è partita molto bene.

Ho litigato con Luca in macchina. Poi, come i film, sono sceso perché non volevo ascoltare sempre le solite frasi e i soliti pensieri ed ho preso l’autobus, immergendomi in una temperatura di 30 gradi, tra persone non molto pulite ed odori non piacevoli, che venivano offuscati dalla temperatura estiva.

In autobus, mi sono girato intorno ed ho visto i visi. Visi diversi, di cui non conosco la storia. Visi diversi che hanno sicuramente molto da raccontare. Dire.

Siamo passati anche per Ikea e macchine riempivano i parcheggi. Non è una cosa strana, ma oggi è un giorno lavorativo. E c’era comunque tanta gente.

Vi lascio con una recensione di un libro, che ho finito di leggere l’altro ieri. In questi mesi, vorrei leggere molto ed approfondire. Conoscere. 

Ora, dopo qualche minuto dall’inizio del post, scrivo con il cellulare. Il portatile ha interrotto la sua corsa. Forse è ora che me ne compra uno nuovo. Economico. Tanto mi serve solo per scrivere. 

Vi metto la recensione di seguito:

“La bambina e il sognatore” è un bel libro: una sorta di giallo, stile “Chi l’ha visto?”, dove il protagonista, Nani Sapienza, indaga sulla scomparsa di una bambina.

Nani Sapienza è un sognatore, un maestro che rompe le regole, che regala ai suoi alunni storie ed insegnamenti, che tutti dovremmo ascoltare. È una persona sola, che dopo la morte della figlia Martina e l’allontanamento della moglie Anita, si ritrova in una casa grande, tra libri e vuoti emozionali.

Nani è testardo. Vuole sapere a tutti i costi che fine ha fatto, Lucia Treggiani, figlia di un camionista e di una cucitrice di vestiti da sposa.

Nani è riflessivo. Porta il lettore a riflettere su esperienze di vita, che molto spesso non vediamo.  O facciamo fatica a percepire. 

Di questo libro ho amato: la scrittura semplice e profonda, la sensibilità femminile dell’autrice che viene fuori spesso, il mettersi in discussione del protagonista sempre. E comunque.

Della Maraini, amo la sua capacità di regalarci sempre qualcosa di nuovo. 

Quel qualcosa di nuovo, che viene raccontato senza orpelli e giochi di parole. Quel qualcosa di nuovo, che nasce da una ricerca approfondita e studio costante.

Amo la Maraini perché i suoi libri non sono mai uguali. Non sono mai scontati, né banali.

Amo la Maraini perché in ogni cosa che racconta, la verità viene sempre fuori. 
Grazie a tutti per l’attenzione.

Mil besos,

Em@💘

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28 ottobre: Cambio Gestione

Buen@s,

oggi, e per ora, si conclude la mia esperienza con il blog. A volte è meglio prendere le distanze per capire chi si è realmente. E cosa si vuole soprattutto. Non è un addio, ma un arrivederci. Volevo ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicini e che mi hanno supportato.

Il blog non lo chiudo. E tutti i miei articoli rimarranno visibili.

Il mio posto verrà preso da una mia amica, Anna Gasbarri. Simpatica e con due cagnolini, come il sottoscritto. Vi terrò comunque aggiornati, con qualche incursione nel blog, prossimamente.

Anna è una mia amica intima. Ci conosciamo da una vita. Ed abbiamo molto in comune.

Spero che non abbandoniate lei, che ha molto da raccontarvi.

E me.

Mil besos,

Em@