Pensieri estivi della sera o notte

Stanca

Oggi ho visto una donna stanca. E anche un po’ ansiosa.
Quelle donne che non riescono a stare ferme, pensare. Sedersi
con la famiglia e dire: “Oggi che avete fatto di bello?”
Nei suoi occhi una vita frenetica, stanca. Pulizie la mattina in due famiglie, poi in palestra. Poi casa, figli, marito, cucina e cane.
Viso spento che da anni non si gode una vista panoramica, un
mare in tempesta, una sabbia di settembre.
Anima che non riesce a trovare un equilibrio. Forse.
Forse dentro un male, come un temporale di novembre, che non
smette per giorni.
Non ho saputo dirle nulla. Ho solo ascoltato. E assecondato.
Oggi ho visto una donna ansiosa. E anche un po’ stanca.

Volevo aiutarla, ma non è compito mio.

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Pensieri estivi della sera o notte · Senza categoria

Agosto

Sottofondo musicale.
Gli ombrelloni vuoti. Sono solo le 8.00.
E l’estate volge quasi al termine.
Siamo già in agosto.

Uccelli volano su distese senza onde.
Alla radio l’ondata di caldo non cessa di dare notizia. Notizie estremamente destabilizzanti.
Destabilizzano signori e signore che non riescono a capire come il sudore oramai sia diventato parte integrante di un corpo che non comandiamo. Senza comandi. Ahimé.

Ho abbandonato, per un paio di giorni, contatti e media. Che a volte aiutano a sentirsi. Forse anche a esistere.
Esistere in un mondo dove sul piatto devono per forza esserci caviale e champagne.

Vorrei allontanarmi da questa virtuale esperienza. Viverla forse diversamente. Assaporare anche pasta e fagioli. Forse non con questo caldo.
Forse non pensare che riconoscere qualcuno sia legge.
E vedere gli altri come essere umani.
Non come likedipendenti.
Esseri che hanno bisogno di andare in bagno. E non lo dicono.

Agosto. Sfioriscono bellezze.
Bellezze estive.
Che perdono vigore e valore in inverno.
Quando la neve rende tutti uguali.

Pensieri estivi della sera o notte

Lunedì (Che più storia non è)

Rumori di aereo.
Alzo il viso verso l’alto.
Guardo il cielo. Senza
nuvole. Limpido e sereno.

Qualcuno starà dormendo.
Forse facendo l’amore.
Battaglie di coccole e
lingue.
Lingue che litigano anche.
Litigano quando Lei ama
l’ordine e Lui il disordine.

Lei e Lui sono in vacanza.
E’ lunedì.
Lei vuole andare all’Asteria.
Stabilimento Vip.
Lui vuole stare a guardare
le onde, dalla finestra dell’appartamento affittato.

Lunedì.
Lei e Lui litigano.
E che stanno a fare insieme?
Mica hanno fatto un patto per sempre?
Perché non scelgono di mandarsi a fanculo?

Lunedì.
Un aereo rumoreggia nel cielo.
Cielo limpido.
Limpido nei ricordi
di quando si sono messi insieme.
Tutto era più semplice.
Semplicemente autentico.

Lunedì.
Due nonni assaporano
il quasi fresco delle quasi 10.
Un signore legge il
giornale.
Vedo da lontano Lui e Lei.

Continuano a litigare.
Farsi male. Distruggersi.
Pensare.

Ma non mettono
un punto finale alla loro storia.
Che più storia non è!

 

Pensieri estivi della sera o notte

Domenica d’agosto (o di fine luglio)

Le città di provincia si svuotano di domenica, d’agosto.
Il vento non è né caldo, neanche freddo. Tutto sembra fermo. Anche l’acqua della fontana perde vigore. Il vigore del lunedì.
Una signora con i capelli bianchi, dopo la morte del marito, ha preso un cane. Da allora è diversa.
Felice per qualche secondo.
Ora, Lei, seduta ascolta il silenzio. Il vento. E il respiro, a volte, affannoso di questo cane bianco.
Bianco come la semplicità.
Bianco come i padri che fanno il loro dovere.
Bianco come la camicia bianca di un ragazzo, che porta a passeggio il nipote. Troppo rumoroso per i miei gusti.

Di domenica, d’agosto, le cicale cantano ancora. Ahimé.
Stravolgono, insieme a un vento inaspettato, solitudini ferme.
Ferme come una foto in bianco e nero, dove il colore non esiste.
E dove le immagini non ritoccate conservano pudori oramai scomparsi.

Pensieri estivi della sera o notte

Fragile

Fragile
come una
rosa in
estate. Un’estate
torrida che
non ha acqua.
Solo fuoco.
Che da lontano
impone la sua
grandezza.
Gialla. Arancione. Rossa.

Fragile
come un
puttana vestita di
bianco che
ho appena incontrato.
Andava con un cane
nero, suo unico amico.
Mi ha fermato
e mi ha detto:
“Vorrei essere
come le altre.
Quelle fortunate.
Le ho risposto:
Essere se stessi
purtroppo ha le
sue conseguenze.”

Fragile
come tre
donne che
invocano Dio.
Tre donne
anziane
ai limiti
di una vita
fatta forse
di sacrifici.
Una vita
in Chiesa
dove
luoghi comuni
hanno
trovato
una dimensione.
Equilibrio.

Fragile
come le cicale
che mando a fanculo.
Come le foglie
che cadono, le mamme
che piangono al telefono.
Gli uomini che
passeggiano soli
per ore.
E le rumene
che non hanno
nessuno.
Schiave a
volte di
signore
che le trattano
male.

Fragile come me che scrivo. Come te, che piangi, forse, adesso, davanti a un film romantico. Fragile come i sogni, i desideri, le frasi fatte, le parole dette piano. I baci appena percepiti.

 

Blog di Libri

 

 

 

Pensieri estivi della sera o notte

Tutto finisce

Tutto finisce.
Le voluminose abitudini.
I baci dati piano.
Quelli dati di nascosto.
Le serenate prima del
matrimonio.
I pranzi con gli amici.
Le amiche di palestra a luglio.
Le stagioni senza
veli. E quelle con i piumini
che non ti definiscono.

Tutto finisce.
Il senso delle cose
nascoste.
L’amore per un libro.
L’ultima pagina.
Quello che è stato
e si vuole ricordare.
E che poi si
accantona di
nuovo.

Tutto finisce.
E poi rinizia.
Tranne il
nero, l’urlo
e un vento
che annuncia
pioggia. Poi
temporale.
Ed infine tempesta.

 

Di seguito vi posto, il mio nuovo blog. Continuo a scrivere qui.

Ma, in questo, che vi linko di seguito, parlerò di libri. 

Libri di Emanuele, pensieri e citazioni

 

Diariodicarta · pensieri · Pensieri estivi della sera o notte · pensierisparsi · pillole

L’estate di ieri

Anche quando ero piccolo faceva caldo.

Ma, forse, non lo percepivo.

Ieri, d’estate, la musica non terminava.

Si perdeva nel giorno, a casa della nonna.

Con Matteo, giocavamo a Giochi Senza Frontiere.

Il gelato chiudeva la sera, tra silenzi e risate.

Risate quasi mai nascoste.

 

Il giorno dopo e il giorno prima

mangiavo pane e nutella, giocavo a maestri.

Io, ero, sempre il maestro.

Che poi non lo sono mai stato.

E’ un duro lavoro.

Il giorno non finiva mai,

ma non ci pensavi mai alla fine.

Ora, conti numeri, ore, minuti.

Sempre con l’orologio in mente e sul/nel telefono.

 

L’estate di ieri

non finirà mai.

Sarà la gioia dei nostri ricordi,

quelli più veri.

Quelli che non hanno una spiegazione.

Solo azione.

Forse.