Diariodicarta · pensieri · Pensieri estivi della sera o notte · pensierisparsi · pillole

L’estate di ieri

Anche quando ero piccolo faceva caldo.

Ma, forse, non lo percepivo.

Ieri, d’estate, la musica non terminava.

Si perdeva nel giorno, a casa della nonna.

Con Matteo, giocavamo a Giochi Senza Frontiere.

Il gelato chiudeva la sera, tra silenzi e risate.

Risate quasi mai nascoste.

 

Il giorno dopo e il giorno prima

mangiavo pane e nutella, giocavo a maestri.

Io, ero, sempre il maestro.

Che poi non lo sono mai stato.

E’ un duro lavoro.

Il giorno non finiva mai,

ma non ci pensavi mai alla fine.

Ora, conti numeri, ore, minuti.

Sempre con l’orologio in mente e sul/nel telefono.

 

L’estate di ieri

non finirà mai.

Sarà la gioia dei nostri ricordi,

quelli più veri.

Quelli che non hanno una spiegazione.

Solo azione.

Forse.

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Simone 

Anche in Cilento
fa caldo.
In Salento, forse di più.

Simone
sogna
un amore
a forma
di cuore.
Quello delle vetrine
il 14 febbraio.
Quello degli amanti
in una panchina
fuori mano.
“Dai su!”
si ripete ogni
volta.
Ogni volta
che si sente
solo. E
guarda fuori.

“Vieni a fare
la spesa, senza
telefono però!”
Gli dice la mamma
ogni giorno.
“NO, NO, NO!”
Simone ribatte.

Ricerca
l’amore in quel
telefono
fuori
controllo.
Senza
sapere
NADA
di fuori.

Quel fuori
che a molti
fa paura.

Cazzo!

Pensieri estivi della sera o notte

Il caldo che avanza

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Una moto ferma.
Alberi che attendono. Cosa poi?
Macchine chiuse senza nessuno.
E il caldo…che avanza.

Avanza senza avvertirti.
Ti ingloba in una bolla.
Chiusa o aperta. Comunque calda.

Avanza nelle frasi lasciate a metà
di due ragazzi che sono vicini a te,
e sorseggiano una coca cola fredda e
un caffé bevuto a metà.

Lei vorrebbe concludere la relazione.
Lui non ci sta e
prova a dire qualcosa. Ma, lei lo ferma.
Sempre.
Non ha possibilità.

Lui si alza e va in bagno.
Per stemperare la tensione,
andare lontano per un po’.
Torna.
Lei non c’è. Scomparsa in
una bolla di sapone già scoppiata
da tempo.

Lui si siede.
Mentre il caldo…avanza.
Una moto ferma.
Alberi che attendono. Chi poi?
Macchine chiuse senza nessuno.

Nessuno ascolta il silenzio di Lui.
Mentre il caldo avanza.
E zittisce persino due cani
che abbaiano sempre.