pensieri

Vite im(perfette)

punto nero

Ci sono delle vite perfette. Le vedi in giro. Ovunque. Bambini felici, mamme sorridenti, padri che giocano mentre riportano i bambini a casa da scuola. Quelle vite, in realtà, non sono perfette, perché c’è sempre un puntino nero nella vita di ognuno di noi. Un puntino grande o piccolo, che si insedia nei nostri pensieri. Nel nostro vissuto, in quello che abbiamo perso. E poi, forse, ritrovato. Quel puntino ci accompagna al mercato, mentre ridiamo con la nostra mamma, mentre fuori piove e sei sotto le coperte. Ogni tanto viene fuori e ci blocca per un attimo. Un attimo, a tratti, infinito. Che ci fa perdere l’equilibrio, il senno.
Ci sono delle vite imperfette, piene di puntini neri. Le vedi ovunque: sull’autobus, mentre parcheggi la macchina. Mentre fuori è buio. E, tu, vedi in tv il Grande Fratello Vip.

Annunci
pensieri

11 settembre

Ci sono dei giorni indelebili, che non si dimenticano. Per via di un fatto, un evento inatteso, una frase di circostanza. Che ti segna a vita.

Di quei giorni, ricordi tutto: la colazione, la maglietta che hai messo, i baci dati con tanta enfasi o con molta svogliatezza.

Ricordi anche i suoni, gli odori, i silenzi. Le percezioni e il brusio degli altri. Le immagini delineate che allora avevano un senso. E ora, forse, non più.

Buon lunedi.

pensieri

Primo Settembre

Primo settembre. Tutto torna, come in un vortice: negozi finalmente aperti, sguardi più riposati in attesa dell’inverno. Le amiche che si scambiano i selfie dell’estate, quelli che hanno dimenticato in archivio. E non anno potuto mandare.
Primo settembre: un nuovo inizio. Programmi che si immaginano. Adrenalina a mille, per via del primo giorno d’asilo dei figli. Per via, dell’aria che dovrebbe pulirsi. Diventare limpida e con un colpo di vento darci uno schiaffo per ricominciare. Di nuovo. Un nuovo inizio che propone sempre speranza e voglia di riuscire. Di riuscire a fare qualcosa. Per noi e quello che siamo!

Buon Primo settembre!

libri · pensieri · pensierisparsi · pillole

Sedia a rotelle

Un corpo arreso

nel gelo della sua

routine. Quotidianità malinconica.

 

La noia di

quella sedia a rotelle

sempre uguale,

che la obbliga alle attese.

Anche nei silenzi forzati.

 

Fuori. Un mondo

di colori passeggiano.

Verde, giallo, rosa, arancio.

 

Dentro. Anime

strane, che si insediano

nei ricordi. Vacanze.

Panchine di liceo.

 

Vai! Dice sempre a se stessa.

Come per sentirsi viva.

perché se sta ferma,

soprattutto quando già lo è,

si può fare un BUU da sola.

 

Tanto

nessuno

ti/la ascolta.

Ti vede.

 

Nessuno

Ti/le dice

“Come stai?”

“Dove andiamo, ora?”

 

Liberamente ispirato al libro che vedete nell’immagine in evidenza

Diariodicarta · pensieri · Pensieri estivi della sera o notte · pensierisparsi · pillole

L’estate di ieri

Anche quando ero piccolo faceva caldo.

Ma, forse, non lo percepivo.

Ieri, d’estate, la musica non terminava.

Si perdeva nel giorno, a casa della nonna.

Con Matteo, giocavamo a Giochi Senza Frontiere.

Il gelato chiudeva la sera, tra silenzi e risate.

Risate quasi mai nascoste.

 

Il giorno dopo e il giorno prima

mangiavo pane e nutella, giocavo a maestri.

Io, ero, sempre il maestro.

Che poi non lo sono mai stato.

E’ un duro lavoro.

Il giorno non finiva mai,

ma non ci pensavi mai alla fine.

Ora, conti numeri, ore, minuti.

Sempre con l’orologio in mente e sul/nel telefono.

 

L’estate di ieri

non finirà mai.

Sarà la gioia dei nostri ricordi,

quelli più veri.

Quelli che non hanno una spiegazione.

Solo azione.

Forse.

pensieri · Pensieri estivi della sera o notte · pensierisparsi · pillole

Simone 

Anche in Cilento
fa caldo.
In Salento, forse di più.

Simone
sogna
un amore
a forma
di cuore.
Quello delle vetrine
il 14 febbraio.
Quello degli amanti
in una panchina
fuori mano.
“Dai su!”
si ripete ogni
volta.
Ogni volta
che si sente
solo. E
guarda fuori.

“Vieni a fare
la spesa, senza
telefono però!”
Gli dice la mamma
ogni giorno.
“NO, NO, NO!”
Simone ribatte.

Ricerca
l’amore in quel
telefono
fuori
controllo.
Senza
sapere
NADA
di fuori.

Quel fuori
che a molti
fa paura.

Cazzo!

pensieri

E la notte che è uguale al giorno.

Uccelli
sugli alberi.
Gridano ancora.
Il caldo
non dà tregua.
Come il loro cantare.
FORTE.

Due cani giocano
con una pallina
sporca.
E una macchina
passa, poi
una moto.
E il rumore…

Io aspetto
al semaforo.
Sono un pedone.
Basta! Dico
tra me e me.
Gioco con
una pietra bianca,
aspettando
l’estate:
il senso
di libertà,
la spiaggia,
il mare.

E la notte che è uguale al giorno.