110: Il mio paese

Il diario (2)

Ritornare indietro. Prendere la macchina, partire. Tornare nei posti che ti hanno cresciuto.

Fuori piove. Pioviggina.

Entrare in paese. Tutto è cambiato, più piccolo.

I ricordi restano. Restano le passeggiate infinite per il corso, il negozio di mia madre, l’odore dell’infanzia. Infanzia felice, felicissima. Anche se non ero me stesso al cento per cento.

Il senso di appartenenza. Persone cambiate, maturate, invecchiate.

Sorrisi come una star del cinema. Perché quando te ne vai e poi torni, per chi resta sei un esempio. E non l’ho mai capito di cosa.

Sei uscito e mai rientrato. Ma, quando torni, anche se sei uscito per sempre, rimani uno di loro.

Ritornare indietro. La paura di rientrare, il coraggio di farlo. L’ho fatto.

Mi sono sentito a casa come sempre, anche se quella casa è andata avanti. Tornata indietro. Rimasta pura, autentica.

Per anni ho avuto paura di ritornare.

Sono tornato, ed era come se non me ne fossi mai andato.

Ritornare indietro. Partire verso quello che eri, e che sei ancora.

Fuori piove. Pioviggina.

108: Mattina presto

Il diario (2)

 

Mattina presto.

Silenzio quasi utopico.
Muratori iniziano a parlare. Parlano di lavoro a quest’ora. È troppo presto per dire altro.
Macchine passano per andare a lavoro. A volte, troppo velocemente per intravedere chi si nasconde dentro l’abitacolo.
I contorni definiti di alberi e case mi ricordano che è agosto.
Agosto piatto per molti, serrande chiuse per ferie. Fino al 10.
Rumori che a quest’ora non mi fanno paura come i pomeriggi dell’anno scorso.
Una donna abbronzata guarda le vetrine di negozi aperti. Saldi fino al 70 per cento.
Una vecchietta torna a casa dopo la spesa delle 7 e 15.
Una donna, visibilmente in vacanza, è andata a comprare le paste. Per un compleanno imminente.
Agosto, voci di fanciulli in lontananza.
Silenzio, ora distolto da un trapano rumoroso.

Mattina presto, quasi le 8.

102: luglio

 


Luglio odi et amo.
Odio la calma. Il sole cocente. La gente entusiasta, che si conosce in mare. E poi subito dopo si dice male dietro.
Odio il senso di vertigine in luoghi affollati. Luoghi di foschia estiva dove nessuno si conosce. E condivide qualcosa.
Amo il cielo senza nuvole. Il bambino con il gelato contento e la mamma un po’ meno. L’ euforia degli innamorati che tra panchine sconosciute si scambiano per la prima volta lingue. Lingue inesperte che sanno di nuovo. Autentico.
Luglio sei quasi al termine e io ti dico ciao. Non addio come l’anno scorso.

Beso.

Em@