sandro/valentina

48: Profumo

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Solitudine sfocata, dicembre 2016

 

Email di un ragazzo innamorato a una ragazza non innamorata che non risponde al telefono

 

Da: vascosandro@virgilio.it

A: valentinavalente@yahoo.com

Oggetto: Profumo

 

Ciao sono io. Ti sto tartassando di telefonate. Cazzo, rispondi!

Non ti ho più visto da quella sera in discoteca. Il fumo che copriva i tuoi occhi, i tuoi bellissimi occhi. E poi quella musica assordante che non mi permetteva di dirti cosa pensavo, cosa mi piaceva di te.

Mi piacciono i tuoi capelli, come li porti. E poi quelle lentiggini sul naso, che solo tu puoi permetterti.

Ti volevo dire tante cose. Che non sono più quello del liceo, non sono più quel ragazzo che ti prendeva in giro per come gesticolavi. Sono cresciuto da quando la nostra relazione è finita ed ho capito tante cose. Tante, tante, tante.

Ho capito che per me sei unica. Sei indispensabile. Sei quella che mi fa sorridere. Solo con te rido, e mi diverto. Rido a crepapelle fino allo svenimento. Ti ricordi quando ridevamo per le cazzate e solo tua madre riusciva a fermarci, a rimetterci in riga? Ti ricordi Stellì?

Ti ricordi le passeggiate in motorino, quel senso di libertà che solo noi due avevamo. Solo la nostra unione ci permetteva di essere spensierati e fregarcene di tutto e tutti!

Ti ricordi???????????!!!!!??????????!!!!!?????

La cosa che mi manca più in assoluto, lo sai qual è Stellì? E’ il tuo profumo. Mi manca da morire. Quando sto in autobus, al cinema e sento un profumo simile al tuo, inizio a tremare. Tremo perché il tuo profumo mi dava sicurezza, mi dava amore. Senso di appartenenza. Mi restituiva quell’ equilibrio che avevo perso quando papà se n’è andato di casa. Il tuo profumo permeava nella mia pelle, senza che me ne accorgevo. Era un siero prezioso, che mi permetteva di sorridere. E poi ridere. Una medicina che allontanava le giornate buie. Allontanava i miei scheletri nascosti e mi faceva vivere. Essere realizzato.

Il tuo profumo era il mio oggi, la mano che mi accarezzava, il bacio dato senza preavviso. La sorpresa di vederti sotto casa con un biglietto del concerto di Vasco, che amiamo entrambi. Il mio profumo sei tu, Stellì. Sei tu. Ma, lo vuoi capire?

 

Sandro.

 

Buona serata, 

Em@

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