Ognuno ha un suo sasso! Cazzo!

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Sasso.

Un sasso per terra. Che sposto. Che sto spostando adesso. Adesso che fuori c’è il sole. Le nuvole sono partite.

Questo sasso è così liscio, piccolo. Che lo butto oltre il lago. Un lago calmo, dove famiglie fanno finta di volersi bene: panino, baci e abbracci.

Questo sasso lanciato, così, per caso, a caso, non trova pace. Non crea cerchi concentrici in acqua. È volato via. Non si ritrova. Guardo ovunque. Su, giù. Non c’è (Dove sei?).

Forse è dentro di me. Di te.

Ognuno ha un sasso. Sassodipendenza. Una dipendenza che esclude chiunque. Chiunque voglia avvicinarsi.

Sasso. Peso. Grasso. Nero. Scale di grigio.

Ho visto un sasso per terra. Ora, Bianca, il mio cane, lo prende in bocca. Ci gioca.

Forse si romperà i denti per quanto è duro.

Cazzo!

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Riflesso di una foto appena scattata

Un tumulto dentro che isola dal mondo. Gioca con la nostra vita. Con chi siamo. Eravamo.

Eravamo bambini che giocavano per strada. Uno, due, tre stella. Mangiavamo pane, olio e mela.

Per strada e dentro le case, i silenzi erano accolti come pioggia che cade in autunno. Quella che si sente. Forte. Che sembra percuotere tegole fin troppo resistenti.

Ora, i silenzi fanno paura, creando un tumulto dentro. Che isola dal mondo.

Tumulto anche fuori: telefoni, computer, connessione. Like. Mi piace. Followers. No me gusta.

Fuori fuori: giardini della villa delineati dal sole di ottobre, Bianca passeggia col suo cane. Cane di cui non conosco il nome. L’aria piacevole si fa sentire, mentre due amiche, ahimè, parlano di hashtag (#), instagram e riflessi di luce.

Riflesso di una foto appena scattata.

web
Foto presa dal web

Aprile quasi maggio

Come un’idea che scorre, veloce.

Sono nato ad Aprile. Un mese, una parola.

Qualcosa che mi rappresenta, forse mi appartiene.

Aprile che bel nome!

Vigoroso e dolce allo stesso tempo.  E’ quasi maggio. Forse amo più maggio!

Sono nato alla fine di aprile e mi sento Maggio. Mi sento l’estate che arriva. Mi sento come un ragazzo che si toglie il maglione di felpa. Quello che ha rubato a suo fratello, che ancora non ritrova.

Mi sento come il primo sole d’estate, che scotta, ma è piacevole. Che ruba l’ombra a due amici che si amano dietro alla chiesa. Una chiesa.

Sono, forse, Maggio. Nato alla fine di Aprile.

Per la precisione: il 25

pusheen25