Sogno

Sogno sereno quello che ho dentro. Nulla di particolare. Quello che vorrei essere. Non socialmente riconosciuto per forza.

Silenzi accompagnano questo sogno. Cieli opposti lo sorreggono. Buoni propositi lo alimentano.

Vorrei essere, per un attimo, una musica intonata.

Quella pura, che scegli per fare yoga. Quella che ti fa dimenticare dove sei: il contesto, le paure, le vite altrui.

Vite che vorresti toglierti di dosso. Perché a volte non ti appartengono, ma si insediano. Ci sono. Ti distolgono.

Sogno sei case che non hanno niente in comune. Ma, sono uguali. Persone si alzano. Si guardano, si osservano. Litigano e si rimettono a dormire.

Sogno qualcosa che forse ci sarà, forse no. Sogno. E basta.

Annunci

Solo rugiada che permea foglie…

Una mattina ho visto il sole.
Non da vicino. Non sono un supereroe.
Dal sole sono scaturiti sorrisi.
Sorrisi che mi hanno fatto pensare a
quando, da adolescente, ridevo a crepapelle sull’autobus.
Senza pensieri, con la musica come sottofondo.
Sottofondo di giornate a capire cosa mi aspettava fuori dalla
finestra di quella cameretta.
Non c’era vuoto, né buio.
Solo visi senza problemi.
Solo rugiada che permea foglie.

Perché?

Il sole è una gioia. Oggi.
Si copre tra la nebbia.
Bu! Su!

Dieci pause silenziose
mi costringono
di nuovo ad amare.

Amare le signore che non sopporto.
Le amiche che non ho dimenticato.
I ricordi d’infanzia quando
mia madre sembrava Dio.
O lo era?

Non sono scoraggiato. Né rimpiango
quello che ho fatto.
Sono Io grazie a me.
A quello che sono stato.

Il sole e la nebbia si scontrano oggi.
Nessuno ha il vantaggio. Forse, io, che osservo la natura senza chiedermi: “Perché?”

Forse quella foglia…

Questa domenica, umidità pazzesca.
Testa persa in anfratti mai visti.
Come un buco che ti trapassa il cervello.

Dietro le nuvole cosa ci sarà?
Il sereno, il viola che fa paura, il viso
di qualcuno? O qualcuno, con il suo viso, che abbiamo perso in questa terra e ritroveremo, prima o poi?

Bo! Sai! Non lo so.

Prima o poi, qualcosa accadrà. Tu ritornerai, forse, Io. E, io, forse, sarò qualcosa o qualcuno che non so.

Forse erba.

Forse quella foglia, che ho raccolto.
E tengo in camera…

Come neve

Libero come neve che cade.

Bianca come sempre. Bianca come il nome del mio cane. Cane buono!

Ho ascoltato i miei silenzi, oggi, senza telefono. Solo radio e rumori, dentro. Solo natura e sole, fuori.

Sette ore e più senza la tentazione di cadere.

Senza accendere quell’apparecchio tentatore. Vedere le notifiche. Mi piace o indifferenza.

Libero, mi sono sentito libero.

Mi sono detto: “Come stai?”
E ho risposto: “Bene, tutt’ok!”

Tutto il resto è noia…

Oggi caldo. Quasi primavera.
Nuvole a intermittenza.
Ho incontrato Simone, ma non
mi ha detto niente. Solo parole per aumentare il suo Ego.
Boh!
Già questa mattina avevo incontrato una signora indifferente. Che mi
è indifferente.

(Indifferenza sei lì, grigia ed immobile, senza dire niente. Che paura!)

Oggi, caldo. Sole. Gioia.
Tutto il resto è noia.

Blu

Blu come il cielo di questa mattina.
A passeggio con i cani. Mi sono divertito!
Nuvole non c’erano.
Nemmeno i silenzi.
Questa sera, prima di rientrare, campane risuonavano ancora canti di festa.
Oggi, giocano ancora queste benedette campane!
Domani torneranno a vivere
solo la domenica.
Quando tutti riposano ed il cielo
sarà Blu. Ne sono sicuro!

Tu, aspetti, chi?

 

La B è la seconda lettera dell’alfabeto.
Il numero 2. Oggi è 2.
Piove. C’è la pioggia.
Lei è davanti al computer.
Cercando di lavorare.
Come stai? Chiede a se stessa.
Quasi mai risponde. Si risponde.
Quasi mai cerca di capire.
Dai! Cazzo! Inizia ad indagare.
Nulla è più bello del vortice delle emozioni.
Nulla è più brutto.
Sai! Fuori è grigio. I cani dormono.
E tu aspetti. Chi?