Nuvole, senza nuvole

Ore 9.30 a.m.

Nuvole, senza nuvole. Oggi il sole definisce i contorni. Li rende visibili. Anche se non c’è nessuno. La villa è vuota. I bambini a scuola. E le maestre insegnano. Grammatica, storia, geografia. Ci sono solo le nonne ed i neonati. Passeggiano avanti e dietro. Dietro e avanti. Come un intervallo irregolare, si fermano. Parlano con le amiche, fanno finta di salutare le nemiche. Le nemiche chi sono? Quelle che si odiano. O si ammirano per qualcosa. E si odiano perché si ammirano! Quanto è strana e complicata la vita! Entrare nei pensieri degli altri, è così difficile! Difficile fidarsi, capire, interagire. Difficile anche comprendere. Perché dietro visi stanchi, o sereni, o soddisfatti, c’è sempre qualcosa che non va. Un tassello complicato difficile da inserire.

Nuvole, senza nuvole. I bambini piangono. A squarciagola. Non si interrompono. Le nonne sorridono o fanno finta. Schivano le loro nemiche, facendo finta di non vederle. Tornano a casa. Preparano la cena. E aspettano le figlie che tardano ad arrivare.

La nevicata del 2017

Neve.
Bianca.
A tratti confortevole. A tratti deprimente.
Ti imponi con insistenza da giorni.
Come se avessi voglia di farmela pagare.
Che ti ho fatto? Io nulla.

Neve.
Che addobbi le case a festa. E le rendi sempre natalizie. Oramai è due natali che vivo in due settimane. E non ne posso più.
Ora. È troppo.

Neve.
Ho sentito che domani torni. Con il tuo fare elegante ed insistente. E non lasci gente passeggiare tranquillamente, negozi guadagnare. Persone, vivere.

Neve.
Ieri siamo andati anche al Tg.
Al tg1. Non sei contenta?
Questa notte vuoi tornare, per presenziare domani al telegiornale spagnolo o francese?

Neve.
Mi hai rotto.
Ti odio.
Come quel ragazzo che desidero tanto e non mi calcola. Perché a lui piace il mio migliore amico. E me lo ha pure detto.

Neve.
Odi et amo.
Ora ti odio.
E lo sai bene.