41: Tre e trentadue

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Per sempre, dicembre 2016

Marta, quella sera di sette anni fa, aveva paura. Lo sciame sismico da un paio di mesi terrorizzava bambini, nonni. Nonne, zie, studenti, studenti fuori corso, Erasmus. Tutti, insomma.
 
Io, quella sera di sette anni fa mangiavo un kebab con il mio coinquilino, con il quale avevo litigato. Litigi inutili. Che avevano trovato un idillio mangiando in un posto pieno di studenti.

Marta in camera era sola. Ma, in casa c’erano la sua coinquilina e il suo ragazzo. Che era rimasto per dare conforto.

Qualche giorno prima, Marta aveva deciso di spostare il letto sotto la trave portante della sua casa, perché aveva paura che l’armadio le cadesse addosso.
Fortunatamente lo fece.

Quella notte del 5 aprile non riuscivo a prendere sonno, perché il litigio era ancora fresco. E avevo deciso di tornare dai miei per non continuare a dire, come Noemi, “Sono solo parole, le nostre”.

Marta si era messa a letto. E osservava il soffitto. Paura, ansia e impotenza erano i suoi pensieri. Il telefono accanto le faceva compagnia, insieme al suo orsacchiotto Teddy, che le aveva regalato sua sorella Melania.

Alle 3.31, quasi 32, del sei aprile, apro gli occhi. Avevo sete. Nel tragitto da camera mia alla cucina, i quadri iniziano a muoversi,  gli oggetti a cadere ed io ad urlare a mia sorella. Che prontamente è scesa dal letto. E insieme siamo usciti fuori.

Alle 3.32 del sei aprile, Marta ha aperto gli occhi. Si è trovata addosso una trave che fortunatamente non le ha danneggiato gli organi vitali.
Fortunatamente qualche giorno prima, Marta, aveva spostato il letto.
E’ rimasta per 22 ore sotto le macerie.

Alle 3.32 del sei aprile L’Aquila è cambiata. Anche se tutto è rimasto fermo. Le locandine dei cinema danno ancora la programmazione di quella settimana, i negozi hanno in vetrina la collezione primavera/estate 2009.

Alle 3.32 di sette anni fa Marta è cambiata. Per sempre.

Buona serata,

Em@

32: Particolare

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Una vista particolare, gennaio 2016

 

Lui mangia una mela. Raro trovare un ragazzo o una ragazza con una mela in mano! Oggi vanno di moda le Red Bull. Ieri le birre.

Comunque, lui mangia una mela seduto su una panchina verde, vicino alla scuola che frequenta. Oggi è uscito prima ed aspetta lei.

Il lui che mangia la mela dà un morso alla volta. Naturalmente. Ma, è calmo, quasi il contrario di un ragazzo di 18 anni. Calmo come le persona calme che vivono la vita senza immergersi nei perché che molte volte uccidono.

E’ ora. Suona la campanella.

Lei esce. Accanto, una sua amica: bella, alta, con il taglio rasato che portava Emma Marrone quando vinse Sanremo.

Lei, niente di che. Carina, occhiali da vista, all’apparenza particolare.

Particolare come un occhio imperfetto, particolare come una giornata estiva nel bel mezzo dell’inverno.

Particolare come indossa quei jeans, quegli occhiali da vista comuni.

Particolare è quel neo evidente spiaccicato su una fronte senza rughe. Una fronte bianca come Biancaneve.

Lui continua a mangiare la mela e guarda lei come se avesse visto Madonna o La Madonna.

Lui la guarda ancora. Lei si avvicina. Lui getta la mela quasi finita. Lei lo bacia. Lui la bacia. Se ne vanno.

Se ne vanno, seguendo un passo particolare. Particolarmente bello.

Buona serata,

Em@