Cara Kitty…

Cara Kitty,

oggi, che è domenica, inauguro questo diario. Non so che direzione prenda. Ma, mi piacerebbe condividere, con te, cose che mi capitano giornalmente. Emozioni che vivo, storie che percepisco. Immagini che catturo. Silenzi che osservo. Vite al limite di una vita vissuta o di una vita nascosta dietro a una coperta di Linus.

Ti chiamerò Kitty, mio caro diario, in onore di Anna Frank. E sicuramente sarà un vanto per te. Ma, soprattutto una responsabilità.

Un saluto,

E.

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Anna Frank, foto del web

Nuovi giorni

Ore 14.40

La giornata appare fresca. Non fredda. Sono seduta alla villa e riposo. Dopo giorni indaffarati, terremoti e ansie varie.
Anche io sono di Chieti, come Em@, e qui la scossa si è sentita distintamente.
Paura e panico che ancora oggi non riesco a razionalizzare, nonostante non sia nella zona dell’epicentro.
Ieri mattina iniziava la mia pausa di riflessione. Dopo aver lasciato il mio fidanzato ed aver fatto i bagagli ed essere tornata a casa dei miei. Una scelta sofferta, ma sentita. Quando due litigano sempre, e per ogni motivo, si deve mettere un punto ed iniziare di nuovo.
Dopo il ponte dovrò cercare una casa e spero che le cose vadano per il verso giusto. O almeno ci spero.
Ora mi godo questo lunedì di apparente calma, sperando che la terra ci lasci in pace, per un po’.
All’orizzonte, un cielo limpido e una famiglia di donne, che gioca a farsi i selfie.

Un saluto,
Anna.

40: Anna

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Quasi nero, aprile 2016

Anna. Una parola così comune, anche se è un nome proprio. Un nome che mi fa pensare alla mia amica ottantenne. Non ho solo amiche anziane, ma in loro ritrovo una calma paradossale, paradossalmente positiva.

Anna aveva un negozio in centro storico. Prima in una via quasi centrale. Aveva un negozio di abbigliamento per bambini, un’attività ereditata dal padre. Vendeva di tutto e quando non riusciva a trovare i fiocchi per le sue clienti, prendeva i ferri e li creava lei.

Lei che vive sola in una casa bianca, dove la solitudine è solo un miraggio lontano.

Lei che vive vicino ad una sua amica, sua coetanea, con la quale condivide conversazioni telefoniche. Risate e piatti estremamente dietetici.

Lei che va in palestra tutti i lunedì alle nove. Quest’anno ha cambiato. Ha preferito una palestra che non costa molto.

Lei che d’estate, con il caldo, ti saluta con un sorriso a 360 gradi. Come se la calura estiva non esistesse. Come se non esistessero le lamentele, i pensieri negativi.

Lei che veste come una rosa rosa. Lo smalto rosa, la sciarpa rosa, il rossetto rosa.

Lei che mi ricorda mia nonna, che ora non c’è più. Mi ricorda quella pazzia genuina che rimane impressa, ancora oggi, nella mia mente.

Anna aveva un negozio in centro storico. Amava il suo lavoro, la voglia di dare. Di condividere.

Anna, una parola così comune. Un nome proprio che non conosce Dicembre, il vuoto, il nero dell’ombra.

Buon lunedì e buona serata,

Em@

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