#Attraversando gli anni

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Chieti, l’altro ieri.

 

Nevica da giorni. Interrottamente. Fuori case si intravedono. Solo l’immaginazione può portarmi a capire che cosa succede oltre le finestre. Forse bambini giocano, cambiando l’ordine dei soprammobili. Forse genitori, insofferenti, gridano e sgridano perché la neve rende nervosi.

La tua coperta è ancora sul tuo letto. La neve non l’ha sgualcita. Forse l’ha fatta diventare più umida. Per via di questo freddo interiore e reale, che mi tormenta. Tormenta il mio stato d’animo da quando hai lasciato questa terra. Da quando, quella mattina mi hai detto: “Ci vediamo dopo!”

Ma, non sei più tornato.

Eri felice quel giorno. Era agosto.

Avevi una camicia a righe, perché avevi una riunione importante. Avevi voglia di dire la tua. Ti eri preparato un bel discorso, che avevi preparato nei dettagli. Eri un perfezionista. Lo so, lo sapevo. Lo sapevi.

Quella mattina, avevi lasciato il caffè, come fai sempre. E avevi dato due morsi alla torta al cioccolato. Che ti avevo preparato con tanto amore. Anche perché eravamo appena sposati. E ti amavo, come non ho mai amato nessuno. Nessuna.

Ti amavo perché eri altruista. Eri testardo, come me. Eri ansioso, come me. Ma, a differenza mia, ti alzavi ogni mattina e cercavi di allontanare quel mostro nero, che conoscevamo entrambi. Quel mostro nero che ogni tanto appariva e lasciava cadere a terra posate. Senza un perché.

Quella mattina, ci siamo allontanati per sempre. Il destino ha voluto così. Senza darmi la possibilità di attraversare gli anni insieme. Quegli anni che avrebbero potuto darci un bambino, una casa bella e nuova, un posto nel mondo diverso.

Nevica da giorni. E il tuo letto è rimasto intatto. Perché dicevi sempre che per dormire avevi bisogno di una camera singola. Una camera dove pensare, riflettere e riposare.

Una camera da dove avresti potuto vedere fiocchi di neve, che cadono come lacrime versate in continuazione.

Ann@

Un bacio,

Em@

32: Particolare

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Una vista particolare, gennaio 2016

 

Lui mangia una mela. Raro trovare un ragazzo o una ragazza con una mela in mano! Oggi vanno di moda le Red Bull. Ieri le birre.

Comunque, lui mangia una mela seduto su una panchina verde, vicino alla scuola che frequenta. Oggi è uscito prima ed aspetta lei.

Il lui che mangia la mela dà un morso alla volta. Naturalmente. Ma, è calmo, quasi il contrario di un ragazzo di 18 anni. Calmo come le persona calme che vivono la vita senza immergersi nei perché che molte volte uccidono.

E’ ora. Suona la campanella.

Lei esce. Accanto, una sua amica: bella, alta, con il taglio rasato che portava Emma Marrone quando vinse Sanremo.

Lei, niente di che. Carina, occhiali da vista, all’apparenza particolare.

Particolare come un occhio imperfetto, particolare come una giornata estiva nel bel mezzo dell’inverno.

Particolare come indossa quei jeans, quegli occhiali da vista comuni.

Particolare è quel neo evidente spiaccicato su una fronte senza rughe. Una fronte bianca come Biancaneve.

Lui continua a mangiare la mela e guarda lei come se avesse visto Madonna o La Madonna.

Lui la guarda ancora. Lei si avvicina. Lui getta la mela quasi finita. Lei lo bacia. Lui la bacia. Se ne vanno.

Se ne vanno, seguendo un passo particolare. Particolarmente bello.

Buona serata,

Em@