È ora di andare!

C’è tempo. Il tempo per capire? Forse.
Il tempo è inesorabile.
Profumi di primavera sfiorano il gelo interiore. Quello che ti blocca in giro. E non sai cosa fare…
I silenzi di una bambina dicono molto. A, volte qualcosa che non va.
È bello non capire! Rimanere ancora bambini e non fare delle scelte.
Scelte estreme, che trasformano l’io in noi. Scelte che ti dicono: “Sai forse sei diventato grande!”;
“Sai! È ora di andare!”

Come coriandoli a febbraio

autumn moments (2)

Amo questo inverno. Sorvola anime distol(r)te da un buio che disorienta.
Sono anime che camminano. Sfiorano. Toccano. E si guardano allo specchio: “Oh! Come sono bella!”; “Sembro una modella!”.

Conduco la macchina, mentre fuori piove. Non c’è nessuno per strada. Una fontana che continua a piangere. Anche se piove. Piove da ieri e non smette.
Ora, sono a casa. Sento questa lluvia. Rimbomba sui tetti del quartiere.
Dalla finestra, vedo me stesso, che guarda quest’acqua.
Che cade, cade, cade, cade, e ancora cade. Giù.
Come coriandoli a febbraio.

Amo quest’inverno.
Forse odio la pioggia che si infiltra nelle pezze dei vestiti.
E…non mi fa respirare.

Mediamente secondo. Il secondo.

Notte. Si avvicina. Le streghe arriveranno? O è una credenza popolare. Dolcetto o scherzetto. Scherzetto. Anche se non so far ridere. Scherzare dipende. Dalle persone, da chi mi sta intorno. Intorno in questa notte di stelle. Stelle che si intravedono. Non so contarle. Anzi sì. Faccio finta. A volte, faccio finta di essere qualcuno che non sono. Che ci vuole? Indossi una parrucca. Un cappello che ti copre il viso. E vai in giro. In giro, in libertà. Senza definizione. Perché si deve definire qualcosa o qualcuno? Quando questi qualcosa o qualcuno sono belli o brutti? C’è anche il medio. Il secondo, il terzo. Non mi sento primo, né ultimo. Oggi, e sempre, sono medio. Mediamente secondo. Il secondo.