Rosa gialla

Una mattina mi sono alzato. Guardato allo specchio. Lavato. Pettinato.

Sono uscito, aspettando qualcosa. Ma, non ho avuto nulla. Nada. Niente.
Prima di tornare a casa, ho sostato su uno scalino.
Ho visto: una mamma bella ed ego(centrica) ed un bambino pestifero.
Ho ascoltato: una musica assordante proveniente da una pizzeria periferica.
Ho mangiato: un panino che avevo in borsa, pregustando una mortadella mai aperta. Perché troppo calorica.
Una sera, quella sera, tornato a casa, ho accudito la mia rosa gialla ed ho capito che aspettarsi qualcosa non è sempre un vantaggio.
Forse è meglio sedersi, capire e ascoltare.
Ascoltarsi.
Perché, prima o poi, l’atteso inatteso arriverà. E lo accoglieremo senza l’ansia di attenderlo.
Wow.