4: Azzurro come il cielo

Sole sole sole.
Oggi c’è il sole. Meno tre al giorno X.
Siamo pronti!
Ahahah.
Mi sembra uno scherzo, ma non lo è.
Scherzo che mi allontana dalla realtà.

Oggi, in giro, gente.
Corri qua, corri là. Ovunque e sempre.
Corri sopra, sotto.
Corri verso il cielo. Magari.
Così immenso. Così bello e calmo.

Le signore si strappano i capelli per fare la fila
dal macellaio.
Si scambiano saluti, a volte, finti.
Auguri! Buone feste! Prima la salute. E poi il resto.
Ma che farsa sono gli auguri, certe volte!

Oggi ho comprato i regali ai nipoti.
Soddisfatto e soddisfatto!
Prezzo accessibile, regali perfetti!

Il sole mi piace.
Oggi.
Delinea contorni
di gente veloce.
Che sfugge alla definizione.
Di sempre.

Gente anonima
si scambia baci.
Abbracci.
Veloci.
Quasi sfuggenti.

E’ quasi Natale!

Oggi mi sento azzurro come il cielo. Punto.

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133: 12 settembre

Buen@s,

Persa. Cerco una direzione. Bianco è il colore che vedo. Bianco reale. Non sporco o panna.

Bianco come la neve di dicembre.

La prima neve. Quella che cade incessantemente. E mi isola in una città che non mi appartiene. Non sono me stessa. Non sento vibrare emozioni che vorrei provare a cena, con un bel tipo, mentre ci guardiamo. E io gli dico: “Come sei carino!”

Lui però non mi risponde. Continua a guardarmi negli occhi. Accetta il complimento. E lo ricambia senza parlare.

Bianco come una pagina senza quadretti. Senza righe.

Un bloc-notes bianco, dove ci può disegnare, scrivere appunti. Frasi sospirate. Emozioni che trasformi in parole, che metti in una carta apparentemente uguale. Che d’improvviso diventa tua.

Bianco come un cane bianco.

Che ha paura, di tutto. Tutti. Che si ferma, ovunque. Perché qualsiasi rumore lo distrae. Qualsiasi persona gli mette timore. Poi, però quando gioca con gli altri cani, lo vedi libero. Felice. Con la coda che oscilla. E la fierezza di aver condiviso quell’attimo con i suoi amichetti. Poi, tutto torna uguale, quando lo riporti in strada. La strada che lo riporta a casa. Una casa che gli appartiene, ma che ancora non sente sua.

Persa. Cerco una direzione. Un colore. Qualcosa che renda speciali le mie giornate. Che le renda dinamiche. Vive. Come gli interni degli asili, con immagini tutte colorate. Come il parco giochi della villa, che si riempie di bambini, a qualsiasi ora. A partire dalle 15.30, ora che è iniziata la scuola.

Persa, cerco strade dinamiche, sentieri colmi di erba verde, forni che aprono alle quattro di mattina. Con l’odore del pane, dei dolci, che preannunciano una nuova giornata.

Una giornata particolare.

Forse azzurra, o verde.

Rosa

Mil besos,

Em@