51: LEI

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Sorriso Nascosto, 2015

Una ragazza, quasi donna, aspetta il suo turno con un carrozzino vuoto.

Le devono dare un posto letto. Tra meno di due giorni partorirà.

La sala d’attesa è piena di persone. Mariti ansiosi, mamme preoccupate, primi bambini che non vedono l’ora di vedere il proprio fratellino. La propria sorellina.

Fuori piove. Dopo giorni di caldo, un gentile acquazzone ha abbassato le temperature.

Lei, poco dopo, entra nella sua camera. Posiziona il carrozzino avanti al letto ed il beauty case sul comodino grigio sporco.

Si mette il pigiama con fatica e si accomoda sul letto.

Lei aspetta suo figlio. Non vede l’ora. Qualche contrazione inizia ad agitarla, ma deve saper dosare la sua paura perché i parenti non ci sono ed il suo ex marito è scappato qualche mese prima con la solita segretaria più giovane.

Lei respira. Non pensa alla sua solitudine. Solo le contrazioni le ricordano che non ha nessuno, ma grazie alla respirazione riesce ad allontanare la paura.

Lei si concentra perché vuole realmente suo figlio. L’ha sempre voluto. Immagina il primo dentino, la prima fidanzatina, la prima gita che farà in quinta elementare, in una fattoria fuori città.

Lei è forte. Una forza che supera i contrasti. Una forza capace di indossare una maschera buona, nonostante il contesto le sia ostile.

Lei, sola in quella stanza d’ospedale, sa aspettare. Perché le donne coraggiose sono pazienti e sanno che il sole prima o poi apparirà di nuovo.

Dopo tre giorni, Lei dà alla luce un bimbo di 3 kg e mezzo. Lo chiama Marco. Marco come suo zio, che l’ha sempre sostenuta ed ora non c’è più.

Lei esce dall’ospedale, sola e donna, con un bimbo. Con un cuore da riempire. Da accudire.

Rientra a casa, una casa in disordine. Si siede su una poltrona piena di vestiti, prende in braccio il piccolo, lo allatta. E sorride. Gli sorride. Per la prima volta.

Buona serata,

Em@