9 ottobre: Buio di Dacia Maraini

Quante volte non sappiamo cosa si nasconde dietro a un viso apparentemente felice?
Pensiamo che quel viso sia sinonimo di serenità, calma.
Pensiamo che quella persona che “indossa” quel viso apparentemente felice, sia una persona senza problemi. Difetti o difficoltà.

E qui che sbagliamo!

Dietro a un viso, che definiamo, normale si nascondono linee di buio che non conosciamo. Realtà che sfuggono alla pura definizione.

Il libro della Maraini, intitolato Buio, si occupa di quelle linee d’ombra che non riusciamo a percepire durante la giornata. Tasselli di puzzle che non riusciamo a trovare subito.

Buio, vincitore del Premio Strega alla fine degli anni ’90, ci porta a toccare con mano, attraverso racconti diversi, quel filo invisibile che sfugge alla nostra impressione. Quel filo che caratterizza storie, persone o situazioni. A cui molto spesso non diamo peso, perché andiamo di corsa. O semplicemente perché ci fa paura afferrarlo. E scoprire la verità.Quella vera e profonda.

Em@

1 ottobre: Libro della settimana: L’imperfetta di Carmela Scotti

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Buen@s,

“Ci sono dolori che nessuna erba del campo può guarire. Io sono nata da una radice di dolore, la felicità non so com’è fatta, se ha faccia, mani o bocca per parlare. Ci sono dolori che non si rompono, che sono duri più delle montagne, e se incontrassero la felicità, la schiaccerebbero come una formica.” (Cit. L’imperfetta di Carmela Scotti)

Se volete avere qualche informazione in più sul libro, di seguito vi metto il link della mia prima recensione sul mio blog di libri.

https://libridiemanuele.wordpress.com/2016/10/01/1-libro-della-settimana-limperfetta-di-carmela-scotti/

Grazie a tutti.

Mil besos, 

Em@

115: Il giovane Törless

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Il giovane Törless, introduzione di Italo Alighiero Chiusano, traduzione di Andrea Landolfi, Roma: Newton Compton, 1995

Chiudo l’ultima pagina di libro. E rifletto e mi dico: “Che bel libro!”

Ho appena finito di leggere Il giovane Törless (o I turbamenti del giovane Törless, 1906), scritto da Robert Musil (scrittore tedesco) all’età di 25 anni. 25 anni, un capolavoro. Stento a crederci, ma è così.

E’ la storia di Törless, un giovane uomo, che studia in un collegio militare maschile. Ha due genitori, con i quali si confida attraverso delle lettere. Ed è “colpito” da Basini, un ragazzo più piccolo ed effeminato, verso il quale prova una profonda attrazione, ma nello stesso tempo ripugnanza.

Basini, inoltre, è oggetto di bullismo da parte di due studenti di questo collegio, Beineberg e Reiting, amici e confidenti di Törless.

Di questo libro, evidenzierò aspetti, che ritengo utili ai fini di una riflessione:

  • La crescita di Törless, la sua formazione. Aver sperimentato aspetti della sessualità, che molto spesso vengono tenuti nascosti. Per mancanza di coraggio, perché si devono seguire delle regole prestabilite. Regole interiori che, ancora oggi, aumentano la repressione e forme di aggressività.
  • L’omosessualità. L’omosessualità, all’epoca, era tenuta nascosta. In un silenzio assordante. In stanze, lontane dai luoghi usuali. Stanze che vedevano soprusi e violenze. Stanze vuote di giorno, che assistevano a atti sessuali di notte. Sesso senza amore. Sesso che esprimeva la vera natura.
  • L’omofobia. Beineberg e Reiting, non accettavano la loro sessualità. E dopo aver “consumato” con il povero Basini, lo aggredivano, colpivano, fino quasi ad ucciderlo. Cose che accadono anche oggi, dove uomini sposati ed estremamente virili, condannano l’omosessualità. E sono i primi ad unirsi di nascosto, soprattutto nel silenzio della notte, con persone dello stesso sesso.

Chiudo l’ultima pagina di libro. E rifletto e mi dico: “Che bel libro!”

Un libro scritto bene, con un ritmo incalzante. Pieno di contenuto e riflessione, ma nello stesso tempo facile da comprendere. Con un messaggio, messaggi, forti e diretti.

L’unica cosa, che naturalmente mi aspettavo, è che l’uomo che si assume le proprie responsabilità (in questo caso gli uomini: Basini e Törless), viene cacciato fuori, perché temibile. Perché non conforme a dei canoni vigenti. Perché la diversità fa paura.

Ancora Oggi.

Voto: 10

 

78: Conforme alla gloria

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Conforme alla gloria, Demetrio Paolin

Titolo: Conforme alla gloria

Autore: Demetrio Paolin

Editore: Voland (collana intrecci)

Prima edizione: Marzo 2016

Costo: 18 euro

Libro candidato al Premio Strega

Ci sono libri che ti lasciano qualcosa. Qualcosa che potresti non trovare in situazione comuni, che vivi giornalmente. Qualcosa che ti porta a riflettere, a pensare. A farti delle domande, che purtroppo non troveranno risposte. Risposte esaurienti, vere, realmente giustificate.

Ho appena finito di leggere “Conforme alla gloria” di Demetrio Paolin, uno scrittore “non famoso”, di quelli che però hanno molto da raccontare. E poi diciamocelo, non tutti gli scrittori affermati sono dei bravi scrittori, dei bravi comunicatori. In questo caso, ci troviamo di fronte a uno scrittore bravo, che pubblica con una casa editrice minore: Voland (Collana Intrecci).

La storia che Paolin ci propone è una storia dura, difficile. Si parla del campo di concentramento di Mauthausen e della storia di tre persone, che apparentemente non hanno nulla in comune, ma che in realtà sono legate da un destino crudele che li unisce. Un destino fatto di ricordi, di situazioni familiari difficili, di realtà che ragazzi adolescenti fanno fatica a capire. Concepire. Come nel caso di Enea, che poco più che adolescente si ritrova in un campo di concentramento.

I tre personaggi della storia, che sono tre anime destinate alla dannazione, sono: Rudolf, un uomo di famiglia borghese, che ha avuto un padre fervente nazista e una mamma che si è suicidata per via delle sue idee estremiste e naziste; Enea, un ragazzo che diventa uomo, che è stato nel campo di concentramento di Mauthausen e che, per via delle sue velleità artistiche, viene destinato a disegnare acquerelli per il padre di Rudolf, un uomo che il figlio ha sempre rinnegato; Ana, una ragazza inizialmente anoressica, che trova la sua ragione di vita nel suo corpo, diventato, grazie ad Enea tatuatore e ormai lontano dal campo, un’opera d’arte, che mostra in allestimenti artistici e manifestazioni prestigiose.

Cosa lega questi personaggi?

Queste persone sono legate da un quadro, La gloria,  che Rudolf ha trovato nella casa del padre dopo la sua morte. Un quadro disegnato da Enea, durante la prigionia. Le cui immagini Enea le tatua sul corpo di Ana. Una donna tormentata e debole, che ha sempre ammirato la magrezza dei deportati nei campi.

Questo quadro nasconde un mistero, che non vi svelerò. Un mistero che mi ha scosso. E che mi ha portato ad immaginare (seppure in maniera superficiale e differente da chi ha vissuto il campo di concentramento) le condizioni in cui vivevano povere persone, senza colpe, in luoghi di tortura, dove l’aspetto umano veniva dimenticato. Dove corpi ridotti allo strazio, dopo poco tempo, cessavano di vivere.

Chi rimaneva, moriva dentro, nella propria interiorità. Un interiorità segnata per sempre da visioni inumane.

Ci sono libri che ti lasciano qualcosa. Qualcosa di forte ed estremamente difficile da digerire. Ma, ti lasciano anche un segno. Il segno del ricordo. Perché ricordare situazioni del genere, non ci farà mai dimenticare quello che è successo. Quello che è stato.

Ci sono libri scritti bene, con un messaggio forte, con storie realmente accadute. Che hanno molto da insegnare e da dire. E uno di questi è: Conforme alla gloria di Demetrio Paolin.

Voto: 8 ½

 

Buona giornata,

Em@

 

Questo post compare anche nel sito della Libreria di Chieti, con la quale sto collaborando. 

66: L’addio di Antonio Moresco

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Il secondo libro, candidato al Premio Strega 2016, di cui vi parlo oggi, è L’addio di Antonio Moresco. Edito da Giunti, 274 pagine, costo: 15 euro.

 E’ un libro ben scritto, non immediato, di difficile collocazione editoriale: a metà strada tra un giallo e un romanzo filosofico. Faticoso da leggere per chi, come il sottoscritto, è abituato a letture diverse. Letture meno impegnate, meno difficili da decifrare. Sicuramente, è un’opera ben strutturata; un’opera che ha molto da raccontare. Un racconto celato, che molte volte purtroppo rimane tale.

Le tre parole, o coppie di parole, utili per “analizzare” l’opera sono le seguenti:

Dualismo cosmico: il protagonista D’Arco, dopo essere stato ucciso, si ritrova nella città dei morti. Una città, simile a quella dei vivi, dove la vita scorre, dove le persone passeggiano tranquillamente per strada. D’Arco si pone interrogativi profondi riguardo alle due realtà. Interrogativi che non trovano una soluzione, poiché in entrambi i mondi ci sono i difetti e i pregi. Inoltre, il protagonista non riesce a capire quale delle due città venga prima: pensieri esistenziali che non trovano, però, una risposta.

Giallo: apparentemente il romanzo appartiene al genere narrativo del giallo, poiché D’Arco, poliziotto investigativo, dopo essere stato ucciso, viene mandato nella città dei morti. Lì sente dei canti di bambini che provengono dai grattacieli. E non riesce a capire dove queste povere creature si trovano. E perché piangono. Il suo capo, della città dei morti, lo spedisce nella città dei vivi perché è lì che potrebbe trovare la soluzione all’arcano.

Punto Interrogativo: è un libro che non so “valutarlo” appieno. Se da un lato, apprezzo la straordinaria complessità dell’opera, dall’altro non so che scrivere. Non riesco a capire se mi ha lasciato qualcosa o non mi ha lasciato nulla. La storia non mi ha fatto sognare, riflettere o pensare. Mi ha trasportato fino alla fine sì, ma con un punto interrogativo. Forse in quel punto interrogativo si trova il messaggio dell’autore?

Titolo: L’addio

Lo scrittore saluta i lettori con questo romanzo. Un romanzo d’addio. Dalla sua scelta, deriva il titolo.

Stile:

Romanzo ben scritto, frasi semplici, periodi brevi. Presenti parti descrittive e argomentative (domande esistenziali del protagonista) che molte volte rallentano la narrazione. Narrazione difficile, che non arriva a una conclusione vera e propria. O ci arriva e il sottoscritto non l’ha capita. Decifrata.

 Voto: 6 soggettivo / 8 oggettivo: 7

 

Buona giornata,

Em@

 

Questo post compare anche nel sito della Libreria di Chieti, con la quale sto collaborando.