Domenica d’agosto (o di fine luglio)

Le città di provincia si svuotano di domenica, d’agosto.
Il vento non è né caldo, neanche freddo. Tutto sembra fermo. Anche l’acqua della fontana perde vigore. Il vigore del lunedì.
Una signora con i capelli bianchi, dopo la morte del marito, ha preso un cane. Da allora è diversa.
Felice per qualche secondo.
Ora, Lei, seduta ascolta il silenzio. Il vento. E il respiro, a volte, affannoso di questo cane bianco.
Bianco come la semplicità.
Bianco come i padri che fanno il loro dovere.
Bianco come la camicia bianca di un ragazzo, che porta a passeggio il nipote. Troppo rumoroso per i miei gusti.

Di domenica, d’agosto, le cicale cantano ancora. Ahimé.
Stravolgono, insieme a un vento inaspettato, solitudini ferme.
Ferme come una foto in bianco e nero, dove il colore non esiste.
E dove le immagini non ritoccate conservano pudori oramai scomparsi.

82: Un po’ di me #7

 

Quattro Giugno

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Chieti, Corso Marrucino, Stamane

Buenas,

eccomi di nuovo! Oggi scrivo prima perché il sabato riposo. Quindi, ho più tempo a disposizione. Tocco i tasti, ancora con un dito malandato. Ma, non è la fine del mondo!

Pedro è qui vicino a me. Un’ ombra in carne ed ossa che mi segue ovunque. E comunque. Sta dormendo! Dorme quasi profondamente, anche se ha gli occhi socchiusi e, a tratti, mi guarda come se mi volesse dire qualcosa. Come se mi volesse dire: “Non andartene! Perché devo dormire! E se ti alzi non ho voglia di seguirti fino alla cucina, nonostante l’ora di cena si avvicina!”

Luca è al lavoro ed io sono appena tornato dalla libreria, dove ho parlato per circa un’ora con la mia amica libraia. Siamo andati anche al bar, prima dell’apertura, e, a causa sua, ho dovuto mangiare volentieri una specie di bomba alla crema, a forma di cannolo. Lei è nel periodo del mestruo, quindi ha bisogno di dolci per sentirsi meglio. Io sono nel periodo della dieta, quindi ho bisogno di dolci per aumentare le calorie, che immediatamente dovrei perdere!

Stamane ho pulito, ma con la scusa del dito ho fatto il minimo ed indispensabile.

Poi sono passato al negozio di un mio amico, che si è appena lasciato, dopo una relazione di tre anni e mezzo con una tipa. E ora, nemmeno dopo una settimana, va alla ricerca di un’altra. Capisco che forse da parte sua non c’era amore, ma come si fa a troncare un rapporto e subito dopo a cercarne un altro? A riniziare tutto dal principio: i primi appuntamenti, gli scambi di sguardi in una cena a lume di candela, il primo cinema e le mani che si sfiorano, la prima pomiciata in macchina, mentre fuori è quasi giorno e i primi lavoratori si accingono a prendere l’autobus.

Io non ci riuscirei. E’ vero che c’è la fatidica formula del “Chiodo schiaccia chiodo”. E che in molti casi ha trasformato queste relazioni appena nate in matrimoni dopo un anno e figli dopo due, ma mi sembra tutto troppo veloce.

Perchè dopo tre anni di relazione, c’è un’abitudine che viene a mancare, una presenza che viene a mancare, un rapporto simbiotico che improvvisamente cessa di esistere.

E dopo tre anni, credo che si debbano metabolizzare queste perdite, nonostante non ci si è amati profondamente. Nonostante (forse) ci siano state corna. Comunque: ognuno ha un modo di agire, che rispetto.

Io che sono un tipo passionale, ora starei sotto un treno e non riuscirei ad alzarmi dal letto. Anche se sono più maturo rispetto all’adolescenza, anche se, a volte, vedo le cose in maniera distaccata per non soffrire.

Boh! Voi che pensate?

Da lunedì, vorrei iniziare a scrivere un libro. E’ un’impresa, che ha bisogno di tempo e dedizione. E poi non hai nessuna certezza, che il tuo progetto (come si dice oggi per qualsiasi cosa) vada in porto. Voglio sperimentare nuove forme di comunicazione, diverse dal racconto, diverse dal blog, che ha una comunicazione più dinamica.

In realtà, già ne ho scritto uno, che è rimasto chiuso nel cassetto. L’unica casa editrice che mi ha risposto, e che non voleva soldi per pubblicarlo, è stata “Sellerio”, che l’ha trovato ben scritto e ben fatto. Solo che erano in ristrettezze economiche. Non so se crederci o no, ma sono stato contento della recensione.

Ora, vi lascio. Non so se vado a cena fuori, o ordino la pizza! Qualcosa mangerò.

Qui, ora sta quasi piovere! E l’umidità diventerà padrona indiscussa di questo sabato di giugno.

Ah dimenticavo (come sempre)!

La parola del giorno è SOLITUDINE.

La solitudine, a volte serve, per ritornare alla vita e non fare gli stessi sbagli del passato (almeno provarci!).

Buona serata!

Em@ e Pedro dormiente.