94: Senso

 

senso
il mio senso, chieti, oggi

Ora scrivo quello che non ho scritto ieri. L’altro ieri. Quando non scrivo le cose sembrano perdere senso. Senso reale di ciò che vedo per strada, che a volte faccio fatica a capire. Che a volte, voglio non prendere in considerazione. Perché ho paura di quella tale cosa. Tale persona.

Ma, io amo dare senso a uno sguardo che piange, senza che io sappia il perché. Amo dare senso a una donna straniera, che tutti i giorni si alza presto per lavorare al mercato. Perché poi quell’immagine di donna, apparentemente o realmente forte, viene non considerata da coloro che camminano per strada o corrono veloci. Perché a loro interessa la velocità, che fa meno paura delle calma. La velocità disperde, ti fa sembrare che le cose vadano per il verso giusto. Ma, molte volte ti allontana da te stesso. Dal senso che vuoi dare alla tua vita.

Io amo dare un senso perché solo in questa maniera posso non aver paura. Perché la lentezza mi accompagna per terreni scoscesi, in viaggi senza aspettative, in situazioni difficili da comprendere, quando la velocità mi assale.

Ora scrivo quello che non ho scritto ieri. L’altro ieri. Perché la scrittura mi aiuta a essere quello che voglio essere oggi. Forse domani. Non so come farei senza di Lei: amica insostituibile, sempre con me. Sempre con me, oggi, e anche domani. Me lo prometto.

 

Buon martedì.

Em@

54: Il rumore delle cose che iniziano

rumore

Ho appena finito di leggere “Il rumore delle cose che iniziano”, di Evita Greco, edito da Rizzoli, prezzo 18 euro.

E’ un libro che ho amato sin da subito, perché è un romanzo in cui la psicologia dei personaggi acquista una posizione di rilievo, un romanzo in cui si mette a nudo l’uomo, la sua solitudine nel mondo e il fatto di vedere molte volte dall’esterno le cose che passano.

– Le tre parole che ho scelto per analizzarlo sono:

Nipote/nonna: Ada e Teresa, i personaggi principali, sono rispettivamente nipote e nonna. Viene narrato il loro rapporto simbiotico e i momenti di malattia della nonna. Ada l’accudisce con tutta se stessa perché é l’unica persona che le ha dato tanto, l’unica persona che le resta in un mondo dove non ha nessuno.

Solitudine: Ada, dopo che la nonna muore, resta sola. Sola in un mondo malinconico, dove il passato è l’unico appiglio. Deve farsi forza e iniziare a dare un valore al rumore delle cose che iniziano. Perché solo in questa maniera la vita potrebbe avere senso.

Tresca amorosa: Nella storia è presente una tresca amorosa, tra Ada, Matteo e un personaggio che la protagonista conosce bene. Questi misfatti si delineano quasi alla fine del libro, dando ritmo alla narrazione.

Spiegazione del Titolo: Il rumore delle cose che iniziano

È un titolo fantastico perché ci fa comprendere che è bello sentire il rumore delle cose che iniziano.  Quando iniziamo qualcosa, i rumori cambiano. Così come cambiano i percorsi e le prospettive.
È proprio il rumore delle cose che iniziano che ci dà libertà. Libertà di percepire e sentire il nuovo come qualcosa di vitale. Non ordinario, estremamente diverso. Ma, piacevole.

Stile: Uso consapevole della lingua italiana. Scrittura moderna. Fresca. Narrazione che trasporta e ci porta a capire in profondità il ruolo dell’uomo nel mondo.

Nota negativa: un nome scritto male. Più attenzione nella revisione del libro. Può capitare, ma non deve succedere. Secondo me. Visto che la casa editrice è Rizzoli.

Colonna sonora che rappresenta la mia visione del libro:

Voto: 8 e mezzo

Buona serata,

Em@