5: Vento, sole e due alberi…

Ore 15.45

Vento. Sole. Due alberi.
Ho appena finito di sorseggiare un caffè in un bar insolito, dove radio 101 passava Rihanna, con “Te amo”.
Canzone di qualche anno fa. Che mi ricorda Berlino. Un’estate a Berlino, in cui ero ancora bambino e sicuramente non avevo l’esperienza di oggi. Che a volte mi travolge, innescando nella mia mente pensieri catastrofici. Pensieri che prontamente cerco di razionalizzare. Alla fine ce la faccio.
E torno in me.
Con il mio giaccone rosso e cappello grigio. Con il sole che mi acceca. Per fortuna. Oggi.
Questo per dire che con la crescita, che si evolve continuamente, si pensa molto. Si osserva. Si piange e ride, si ride e piange. Poi si riflette, ci si interroga e si cerca di dare spiegazioni a cose che non ce l’hanno. Ma, tu vorresti spiegarle perché vuoi essere più sicuro.
Ma, poi ti arrendi e cerchi di andare avanti. Andando oltre quei tre puntini che metti nelle frasi d’effetto. Puntini che lasciano spazio a un progetto di vita mai consono a quello che ti aspettavi.
Sempre diverso da quello che cercavi.
Due alberi. Sole. Vento.
Vento d’inverno non freddo che fa da sottofondo a una pausa niente male.
Buona serata

4: Una giostra accesa senza nessuno


Neve. Oramai lontana.
Ora è ferma senza un perché. Decide di sciogliersi in determinati punti. In altri, rimane impassibile. Ferma. Persistente.
I bambini non ci sono. Sono le 4. Molti fanno il tempo pieno. Molti vanno in palestra, a danza, ginnastica, piscina, scherma. Pallavolo, pallacanestro.
Altri vanno sia danza che a piscina. Lo stesso giorno.
Le mamme non ci sono perché impegnate a prendere i figli e a portarli nelle loro attività. I padri assenti, giustificati o no, sono a lavoro. Torneranno a casa solo tardi.
Quando il più grande sta per addormentarsi. Ed il più piccolo già dorme.
Fuori. Vicino alla neve, a una giornata serena e a degli alberi verdi c’è una giostra accesa. 

Senza nessuno.

Em@💘