Siamo persone

Dietro a una persona
si nascondono ritratti.
Tempi sconosciuti
si intersecano.
Fanno a gara per
emergere.
A volte, danneggiando.
Dicendo parole
sconnesse.

Dietro a una persona
c’è l’umano che
avanza.
La fragilità, il tatto.
L’essenza. L’assenza
che ha una spiegazione.

 
Dietro a una persona
i silenzi sono come
fiori scossi da
un vento di montagna.
A tratti gelido, a tratti estivo.

 

Siamo persone. Non macchine.
Non numeri. Non ambizioni.
Non traguardi. Non castelli artefatti.

Siamo persone.
Che respirano.
Piano.
Per capire.
Chi siamo.

 

affection afterglow backlit blur
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Spero oggi che sia domani.

Forse domani la pioggia si fermerà.
Tuoni, lampi.
Emozioni interrotte da un baccano infernale.

Forse domani tutto sarà diverso.
Le amorevoli carezze di un bambino al suo gatto.
La mamma che urla di non fare il cattivo!

Forse domani,
sarò più sicuro. Lontano da questo inferno interiore.
che mi blocca. Mi rende sterile.
Mi abbraccia come un diavolo che vuole
la mia anima.

Forse domani le pietre saranno acqua.
Le giornate saranno più lunghe.
Le amiche si baceranno di nuovo.
E si diranno: “Grazie per quello che hai fatto per me! Non dovevi!”

Forse domani la velocità del tempo sarà interrotta.
Gli autobus andranno più piano. Le persone si saluteranno.
Si guarderanno.
Lontani da uno schermo silenzioso.
Che isola.
Sospende.
In un tempo che non esiste.

Forse domani qualcosa cambierà.
Non tutto.
Cambieranno le voci di chi mi sta intorno. La musica.
Cambierò io.

Forse.
Domani.

Spero,oggi, che sia domani.

 

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Alla luce del sole

Alla luce del sole
si esprimono i contorni.
Specchi riflessi
che non ingannano.

Alla luce del sole
gente passa, strappando
sorrisi a passanti
tristi. Seduti su
una panchina verde.
Che guardano il vuoto.

Che paura il vuoto!
(Un vento forte che
strappa i rami, una donna
stuprata da un cazzo insicuro).

Alla luce del sole, per me,
si può fare tutto.
Non ci si nasconde dietro a muri
per baciarsi.
Si può vomitare, sorridere, amare.

Amare come due donne
col seno pieno di latte.
Amare come un padre
che ha perso una figlia.
Amare. Il tempo. Le piccole cose.

Alla luce del sole, i canarini
cantano litanie inesistenti.
Due anziane vanno a messa.
Due uomini si fanno pompini a vicenda.
Due bambini si lasciano bruscamente,
dicendosi: “Non sei più il mio migliore amico!”;
“Mi fai schifo!”

green wooden chair on white surface
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Tiepido ottobre

Ottobre
si ricopre di foglie.
Sparse. A terra.

Una gatta
mi osserva. Che vuoi?
Sicuramente mi dice.

Foglie di piante verdi
si muovono.
Mosse da un
vento tiepido.

Tiepido come
un consenso senza consenso.
Che rende più gelida una stanza vuota.
Una frase di circostanza.
Uno schiaffo dato piano.

Ottobre. Foglie.
Gatta. Consenso.
Tiepido.

Tiepido ottobre.

 

autumn autumn leaves blur close up
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Le nostre pagine

Pagine si riempiono, lasciando segni.
Storie che ci toccano, ci appartengono.
Pensieri… prima di quelle pagine.
Amori non corrisposti, silenzi cifrati. Litigi perenni.

Pagine, quelle pagine.
Siamo noi che camminiamo felici o infelici, cercando una spiegazione.
Senza pensare, a volte. Giocando con le parole, che si allineano.
Appaiono, si scansano.
E poi…si uniscono.
Creando pensieri, frasi, licenze poetiche.

Anche se sono solo pagine,
ci siamo NOI lì.
Noi che immaginiamo, creiamo, ascoltiamo.

Le nostre pagine.

antique blank camera classic
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Come un insetto o una foglia.

Credere e/è perseverare.
Lottare fino all’infinito per quello che si vuole.
Determinazione, lotta con se stessi.
Con un mondo, a volte, crudele.

Macchine si perdono nel buio di settembre.
Un buio che si vede ancora.

Siamo come queste macchine.
Abbiamo bisogno sempre di luce.
Estasi perenne. Forza vitale continua.

Ma…siamo solo un fiore bianco
diventato blu a causa della sera.

Fiore strappato da un vento non troppo forte
che, facilmente, ci ricorda che siamo NATURA.
Come un insetto o una foglia.

blooming blur close up daisy
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Non mi stupisco più di nulla

Pioggia, ha smesso. Ora.
Ho sentito belare una vecchia pecorella.
Bee, bee.
Beh! Mi sono detto tra me e me.
In piena città, dove potrebbe stare una pecorella?

Rumori di metropolitane, scroscio di acqua piovana. Rosso di macchine grandi.
Che non mi vedono. Vanno troppo veloci!
Come impazzite.

Un bicchiere sul tavolo della mia scrivania,che ondeggia.
Come scosso da un terremoto di magnitudo 3.8.
Una bottiglia semi-aperta,
che resta immobile. Ed è anche più leggera del bicchiere.
Com’è possibile?

Mi affaccio alla finestra e vedo un bimbo.
Accompagnato da una mamma. Forse non la sua.
Fa la cacca vicino a un albero.
Come fosse un cane.

Pioggia, di nuovo.
Non mi stupisco più di nulla.
La cacca è ancora lì.
Oramai poltiglia.

10 parole: belare, beh, scroscio, bicchiere, bottiglia, pioggia, bimbo, acqua, rosso, rumori.

flying people fly levitate
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Punto (.)

Solo, osservo, questo sole per nulla forte.
Aria fresca. Due signori che parlano. Le case delineate.

(Forse a Beirut qualcuno dice e pensa qualcos’altro. Sicuramente.)

La diversità è un contraddittorio perenne.
Blu. Nero. Verde. Giallo. Rosa. Azzurro.
Persino Bianco.

Bianco Natale, lontano per il momento.
Vicino a me, c’è un gatto che veglia, vigila, attento, i figli.

Sogno case normali, diversamente uguali.
Case accese. Di discorsi, abbracci, litigi.
Case imperfette, dove bene e male si distanziano.
Interagiscono. Si intersecano.

Bene!Per oggi è tutto!
Wow! Che bello finire!
Finire è un punto (.) fermo.

Ma…poi…tutto inizia.
Di nuovo!

10 parole: sole, bene, solo, fresco, wow, contraddittorio, sogno, Beirut, veglia, giù.

wood light vacation picnic
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Vai!

Il silenzio è atroce come il vento che sbatte finestre di raccordo.
Raccordo anulare. Macchine girano. Vagano.
Mai si fermano. Attendono.

Attendere il mare. Aspettarlo.
Vederlo da lontano. Scendere in spiaggia e guardare
madri obese e non curanti che urlano.
Grida di attenzione o disattenzione.
Grida isteriche di un rapporto anale.
Puro istinto piacevole che scompare nel vuoto, quando tutto finisce.
A differenza di quello vaginale,
dove bambini nascono.
Creando storie nuove.
Storie di ieri. Di oggi.
E di domani.

Vai!

Come coriandoli a febbraio

autumn moments (2)

Amo questo inverno. Sorvola anime distol(r)te da un buio che disorienta.
Sono anime che camminano. Sfiorano. Toccano. E si guardano allo specchio: “Oh! Come sono bella!”; “Sembro una modella!”.

Conduco la macchina, mentre fuori piove. Non c’è nessuno per strada. Una fontana che continua a piangere. Anche se piove. Piove da ieri e non smette.
Ora, sono a casa. Sento questa lluvia. Rimbomba sui tetti del quartiere.
Dalla finestra, vedo me stesso, che guarda quest’acqua.
Che cade, cade, cade, cade, e ancora cade. Giù.
Come coriandoli a febbraio.

Amo quest’inverno.
Forse odio la pioggia che si infiltra nelle pezze dei vestiti.
E…non mi fa respirare.