Domande

Buen@s,

​Quanti figli hai? E quanti nipoti hai? E quando ti laurei? E quanti esami ti mancano? Perché hai fatto l’Università?  (Sapevo che stavi fuori). E quanto tempo ci sei stato? E perché sei così dimagrito? Ti trovo ingrassato? (Ma, se mi hai visto una volta in vita tua. Come fai a dirlo, che sono ingrassato!)

Dove abiti? Con chi abiti? Quanto paghi d’affitto? Che macchina hai? (Io non ce l’ho, me la faccio prestare!)
Queste sì che sono domande! Domande a cui sempre rispondi inventando la risposta. Risposta mai sincera, quasi sempre enfatizzata. Colorita o esagerata.
Che dite? (Se non mi rispondete, capisco. Io raramente rispondo).

Mil besos,

Em@

Ahimè 


Il sole mi trafigge.
Non ci vedo.
Chiudo anche gli occhi.
Palline nere si muovono. Di qua. Di là.
Sono il frutto di una cervicalgia potente che mi blocca nei momenti in cui perdo l’equilibrio. Nei momenti in cui le azioni quotidiane sono una pura formalità. Formalità monotona quasi burocratica. Anzi burocratica.
Le palline continuano a muoversi e io a chiudere gli occhi.
Vorrei si fermassero.
Ma, so che restano in silenzio con il tempo. Non domani. Fra una settimana, se riposo.
Fra una settimana se smetto di correre.
Di rincorrere le risposte, le domande e i ma.
Di rincorrere Bau Bau di cani e una donna che insegna a suo figlio a fare selfie.
E a mettersi in posa.
Una posa che mai riposa.
Ahimè.