Bia

Folla che richiama
due passanti.
Giochi di bambini
alla porta del museo.
Uffizi. Firenze.

Bia è lì. Ha 5 anni.
Figlia di Cosimo. Figlia di una
madre sconosciuta.
Piange, gioca. E’ vivace come gli altri bambini. Bambini di un tempo.
Bambini di oggi.

Il suo viso, apparentemente
calmo, nasconde qualcosa. Forse le sue origini. Forse ricordo primordiale di qualcuno che non ha mai avuto.

Bia/Bianca muore per una febbre
all’età di 5 anni. Poco dopo essere stata immortalata da Bronzino.

Il suo volto cattura, distoglie, disorienta, rapisce.

Incredulo, rimani lì. E la guardi.

Vuoi che ti dica qualcosa. Ma, non parla…

Bia.

Bimba.
Innocente.
Amata.

Amata nel suo segno vitale che traspare.

Traspare…per sempre.

Primo Viaggio

Rumori accompagnano questo viaggio.

Come un paesaggio di alberi, case e emozioni, osservo la pioggia che cade.

Interrottamente.

Non nevica altrimenti ci sarebbero volute le catene.

Catene che legano storie di persone che non conosco. Che telefonano. Che dormono. Si sdraiano. Ridono. Forse parlano troppo.

Seleziono cose da fare per non pensare altrove.

Cerco il blu come sottofondo e continuo a camminare verso la meta: fine di un primo viaggio.