52: LUI

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Rosa Rosae, Aprile 2016

A tutti coloro che si rimettono in gioco sempre e comunque

Un uomo, più o meno quarantenne, passeggia con un cane. Lui, non riesce a sostenere la forza del suo fidato amico, perché non cammina bene. Ha una malattia, che non gli permette di usare bene le gambe.

Tutto accade in una giornata quasi fresca di aprile, mentre mamme accompagnano figli a scuola. Sorelle litigano per strada, uomini e donne discutono su un pelo lasciato in doccia, che la Lei della coppia non sopporta.

Lui, è stato sempre uno sportivo influente. Di quelli che organizzano gare ciclistiche, il primo maggio. Amato dalla famiglia e osannato dai membri dell’associazione dilettantistica sportiva, di cui era il presidente.

Lui ha avuto donne belle, brutte e fuori luogo. Ha amato anche maschi efebici e trans estremamente truccati. Una persona che amava la vita in tutte le sue forme, che non discriminava, che stava sempre sul pezzo. Anche nelle giornate no, o nei momenti drammatici dell’esistenza.

Una mattina di una giornata fresca di aprile, di cinque anni fa, mentre si reca nel suo studio da avvocato, scopre di vederci doppio. Si ferma. E chiama suo fratello, in soccorso.

Dopo varie visite specialistiche, scopre di avere la sclerosi multipla.

Il mondo gli cade addosso. Le giornate diventano buie. Soggiorna per mesi in letti di ospedale, cercando di trovare una luce nuova, che fa fatica a vedere in un cielo provvisto di nuvole grigie e nere. Nere d’acqua. D’acqua sporca.

Torna a casa, cerca di ritrovare se stesso. Quello di prima. Non ci riesce perché ora è un altro. Deve riniziare. Non dimenticarsi il copaxone la mattina, deve stare attento a guidare, non può assumere determinati alimenti perché gli provocano allergia. Deve recarsi in ospedale, per visite specifiche, quasi ogni mese.

Deve per forza rendere conto a qualcuno. Cazzo!

Deve iniziare a percepire nel nuovo qualcosa che gli appartiene. Perché il vecchio non esiste più. Esiste solo in prospettiva del nuovo, esiste solo in vista del giorno incerto.

Lui si fa forza. Si laurea una seconda volta, scrive un libro, si innamora di una donna più giovane di lui. Riesce a trovare quella forza, che pensava di non avere. Quella forza che tutti abbiamo e che nella quotidianità nascondiamo in coperte e lenzuola sgualcite.

Questa mattina, mentre passeggiavo con il mio cane, ho visto un uomo quarantenne che conosco bene. Stava con il suo cane e non riusciva a sostenere la forza del suo fidato amico, perché non cammina bene. Ha una malattia.

Questa mattina, mentre uomini e donne litigavano per il pelo pubico di lui, un uomo che conosco bene si faceva una passeggiata con il suo cane. La forza del suo temperamento ha spiazzato sorelle che litigavano, mamme che accompagnavano figli a scuola ed un ragazzo trentenne, con un cane marrone di nome Pedro.

Buona serata,

Em@