Nostalgico presente

La nostalgia ci abbraccia, a volte. Forse in maniera troppo forte. Quasi a soffocare.

Pervade la mente, le domeniche mattina.
Quando tutti dormono e tu ti alzi, e, con passo veloce esci di casa. Cerchi un bar aperto, senza trovarlo, mentre pensi a quando eri mamma e ti lamentavi che non avevi un attimo per dormire. Un attimo per te.
Ora, cammini senza direzione,  aspettando di andare da tua figlia all’ora di pranzo. Poi, cerchi una panchina vuota e ti siedi, aprendo il giornale. Però, ora-adesso, la tua mente ti parla di ricordi, di gite in campagna, del giorno in cui ti sei laureata. Avevi 40 anni. Vecchia per molti. Ma, ce l’hai fatta. Nonostante le critiche.

La nostalgia ci soffoca, a volte, in un abbraccio troppo stretto. Che non abbiamo cercato. Ma, ci viene dato, così, senza spiegazione.

#CaneAbbandonato

#CaneAbbandonato

Vagava solo per il mercato: un cane abbandonato.

Piccolo, marrone e anziano.

Aveva paura. Ed attendeva vicino alla piazza della frutta.

Attendeva in un determinato punto, vagava e tornava nuovamente nello stesso posto.

(Forse qualcuno ha deciso di lasciarlo lì. Proprio lì. E se n’è andato.

E’ andato lontano. Forse a casa, forse a fare compere, ma con un peso addosso.)

Per un po’ gli sono stato vicino. Gli ho messo da mangiare. Ma, non si faceva toccare.

Impaurito tornava in quel posto. Indifeso e spaesato.

Vagava solo per il mercato. Un cane abbandonato. Che aveva paura giustamente di chi si avvicinava. Che giocava, con i cani degli sconosciuti. Che, per fortuna, ora ha trovato ristoro. Per ora in canile, domani forse altrove.

Spero per lui altrove: lontano. Lontano da colui che lo ha abbandonato.

#nerasolitudine

#Nerasolitudine #2

 

Foglie cadono. Spinte dal vento.

Si fermano vicino alla minuscola casa della signora Di Gregorio.

Una signora, con un cane di nome Lucy.

Le foglie si insediano in vasi ben tenuti e sbirciano dalla finestra cosa succede in casa.

Silenzio e solitudine si incontrano in ogni istante. Ma, sono schiacciati dal cane che fa di tutto per tenere impegnata la minuta signora Di Gregorio.

Che ride, sorride e si arrabbia.

Foglie cadono. Spinte dal vento.

Un vento gelido, che non porta una nera solitudine.