26 settembre: Tornerò domani, forse no.

Buen@s, 

Torno a casa da scuola. Tutti i giorni. Alla stessa ora.
Apro la porta. Entro.
Guardo se è tornato qualcuno. Ma, non torna mai nessuno.
Io, continuo a guardare, perché mi sento sola. Ho solo 16 anni.

La tavola, come sempre, non è mai imbandita.
Prendo la tovaglia, metto un piatto. Poi un bicchiere. Poi la forchetta.
Apro il frigo: due wurstel.
Prendo una scatoletta di mais dalla credenza.
Verso tutto nel piatto.

Mangio sola.
Ci metto più del dovuto perché immagino di avere due sorelle con cui parlare di compiti, vestiti, interrogazioni.
Immagino una mamma che mi versa dell’acqua e me la rimette. Senza che glielo chieda.

Continuo a mangiare.
A fissare dall’altra parte del tavolo un padre immaginario. Perché quello reale non esiste. In verità, esiste. Ed è vivo.
Ma, è assente.

Dopo il pranzo,
lavo il piatto. Poi il bicchiere. Poi la forchetta.
Ripongo la tovaglia.
Vado in bagno. Poi in camera a fare i compiti.

Alle 9 tornano i miei genitori.
Rimango in camera perché quasi sempre mi addormento.
Loro non entrano. Non cercano nemmeno di bussare.

Perché sanno che ogni mia parola diventa fuoco.

Appoggio la testa sul cuscino.

Mi sveglio l’indomani quando i miei sono usciti.

Faccio colazione.

Esco.

Vado a scuola.

Oggi non rientro. Tanto nessuno se ne accorge.

Tornerò domani. Forse no.

Mil besos,

Em@

Annunci