Nuovi giorni

Ore 14.40

La giornata appare fresca. Non fredda. Sono seduta alla villa e riposo. Dopo giorni indaffarati, terremoti e ansie varie.
Anche io sono di Chieti, come Em@, e qui la scossa si è sentita distintamente.
Paura e panico che ancora oggi non riesco a razionalizzare, nonostante non sia nella zona dell’epicentro.
Ieri mattina iniziava la mia pausa di riflessione. Dopo aver lasciato il mio fidanzato ed aver fatto i bagagli ed essere tornata a casa dei miei. Una scelta sofferta, ma sentita. Quando due litigano sempre, e per ogni motivo, si deve mettere un punto ed iniziare di nuovo.
Dopo il ponte dovrò cercare una casa e spero che le cose vadano per il verso giusto. O almeno ci spero.
Ora mi godo questo lunedì di apparente calma, sperando che la terra ci lasci in pace, per un po’.
All’orizzonte, un cielo limpido e una famiglia di donne, che gioca a farsi i selfie.

Un saluto,
Anna.

21 settembre: d’improvviso

Buenas,

D’improvviso
qualcosa mi ha fatto cambiare.
Qualcosa che non so definire. 
Una non definizione che ha voluto del tempo per potersi concretizzare.


D’improvviso
ho aperto la porta della mia camera.
Dopo notti insonni e mattine passate
a guardare un soffitto bianco leggermente scrostato.


D’improvviso
ho fatto colazione per una settimana di fila.
Poi ho continuato, perché mi sono reso conto che da questi momenti si deve ripartire. 


D’improvviso
ho preso l’autobus senza paura di svenire.
Ho preso il cellulare ed ho chiamato una mia amica. Abbiamo fatto colazione al bar. Abbiamo riso come due matte. 
E non ho pensato a nulla.


D’improvviso
ho vissuto il momento, 
ho apprezzato l’attimo ed 
ho baciato con intensità il mio ex ragazzo che ho incontrato per caso.


D’improvviso
ho REAGITO,
ma senza improvvisare.


Mil besos,

Em@

97: Case Abbandonate

 

 

 

 

Abbandonato, solo, senza difese.

Sono stato per lungo tempo in disparte, lasciando pagine bianche sulla scrivania. Non ho avuto voglia, tempo, di scrivere. Pensare. Riflettere. Cose che amo profondamente e che mi fanno male. A volte, vorrei smettere di riempire pagine. A volte, non vedo l’ora di iniziare di nuovo.

La scrittura per me è come quella fidanzata che ami tanto. Che non vedi l’ora di rivedere. Che ti stufi di rivedere, dopo un po’. Ma, la cerchi in case abbandonate, sapendo che non la troverai. La cerchi anche quando fuori piove e tu non hai una dimensione.

Abbandonato, solo, senza difese.

Mi sono reso conto che la fiumana di gente non mi appartiene. Mi piace condividere esperienze, questo sì. Ma, non amo perdermi per giorni tra la gente, che esalta le sue qualità. Io conosco quello, quell’altro, quell’altro ancora. A me non importa conoscere qualcuno, solo perché quel qualcuno ricopre una posizione. A me, piace vivere in case abbandonate e vedere passanti che non si accorgono di te. Di me. Mi piace ascoltare storie che apparentemente non hanno senso. Mi piace guardare mamme che baciano i loro bimbi e che li portano a fare colazione al bar. Li fanno sedere per bene, e poi osservano se i piccoli pargoli mangiano il dolce. Li sgridano se qualche briciola si perde in tavolini non sempre puliti. E infine, come se non fosse successo nulla li prendono in braccio e li baciano…

Abbandonato, solo, senza di difese.

Amo le case abbandonate perché posso trasgredire con un Lui, una Lei, un Lui e una Lei. Nessuno sa che sono dentro. Nessuno sa chi sono. Sono una maschera fuori, dentro sono me stesso. Senza filtri, senza distinzioni, senza formalismi. A volte, troppo esagerati.

Amo le case abbandonate perché avevano vita. Prima.

Prima, storie si intersecavano. Famiglie litigavano e facevano pace. Ester e Simone si amavano, per la prima volta.

Amo le case abbandonate perché sono come pagine di libro: vissute, tenute quasi sempre in disparte, apparentemente sterili.

Solo in case abbandonate sento la mia fragilità. Che mi permette di essere chi sono e riempire pagine bianche. Bianche come quelle di ieri. Nere d’inchiostro come quelle di oggi.

Buona serata,

Em@

94: Senso

 

senso
il mio senso, chieti, oggi

Ora scrivo quello che non ho scritto ieri. L’altro ieri. Quando non scrivo le cose sembrano perdere senso. Senso reale di ciò che vedo per strada, che a volte faccio fatica a capire. Che a volte, voglio non prendere in considerazione. Perché ho paura di quella tale cosa. Tale persona.

Ma, io amo dare senso a uno sguardo che piange, senza che io sappia il perché. Amo dare senso a una donna straniera, che tutti i giorni si alza presto per lavorare al mercato. Perché poi quell’immagine di donna, apparentemente o realmente forte, viene non considerata da coloro che camminano per strada o corrono veloci. Perché a loro interessa la velocità, che fa meno paura delle calma. La velocità disperde, ti fa sembrare che le cose vadano per il verso giusto. Ma, molte volte ti allontana da te stesso. Dal senso che vuoi dare alla tua vita.

Io amo dare un senso perché solo in questa maniera posso non aver paura. Perché la lentezza mi accompagna per terreni scoscesi, in viaggi senza aspettative, in situazioni difficili da comprendere, quando la velocità mi assale.

Ora scrivo quello che non ho scritto ieri. L’altro ieri. Perché la scrittura mi aiuta a essere quello che voglio essere oggi. Forse domani. Non so come farei senza di Lei: amica insostituibile, sempre con me. Sempre con me, oggi, e anche domani. Me lo prometto.

 

Buon martedì.

Em@

84: Un po’ di me #9

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Pianta e davanzale, Chieti, oggi

6 giugno

Buenas,

ci sono dei giorni in cui vorresti buttare tutto dalla finestra, compresa la pianta che da anni soggiorna sul davanzale.

E oggi non è uno di questi giorni.

Ci sono dei giorni in cui vorresti riempire il tempo, riuscire ad intersecare impegni, hobbies, situazioni conviviali, appuntamenti dal dentista. Anche se poi ti rendi conto a fine giornata, che non serve riempire il tempo se non hai coscienza dei giorni che passano. Delle scelte. Se non hai coscienza di quello che vuoi.

Il tuo tempo non è un riempitivo, una forma di essere.

E oggi non è uno di questi giorni.

Ci sono dei giorni in cui vorresti essere come il tuo vicino di casa, che ha appena raggiunto un traguardo. Come il ricco avvocato che guadagna soldi, solo per aver messo una firma. Come la scrittrice famosa, che scrive bene, non benissimo, e che viene osannata come una diva di altri tempi.

E oggi non è uno di questi giorni.

Ci sono dei giorni, come oggi🌅🌅 , che decidi di cambiare strada per tornare a lavoro. E per dieci minuti cammini e ti giri intorno. Scopri case mai viste 🏡, panorami apparentemente senza senso, case degli altri aperte. Finestre, che per via del caldo, ti accolgono in case vissute. Signore che lavano a terra e che non vedono che con il tuo sguardo sei entrato nella loro intimità.

Lo so, non si fa.

Ma, fondamentalmente sono curioso e amo spiare le case degli altri. Soprattutto la sera d’estate, quando i lampioni esterni sono spenti e le finestre sono aperte. Chi è dentro non vede chi sta passando. Chi è dentro continua a litigare con la moglie, con il marito. Lascia la tavola in disordine, si gratta il pacco, come se non ci fosse un domani, e subito dopo prepara il biberon per il bimbo, senza la preoccupazione di doversi lavare le mani. Tanto nessuno sa che per minuti la sua mano è stata nascosta in una mutanda a righe, con sfondo bianco. E anche orrenda, aggiungerei! Ahahah.

Tornando a noi, stasera ho riutilizzato il minipimer dopo una settimana di stasi. Ero un po’ ansioso, ma mi sono armato di buon coraggio e ho tritato zucchine diverse da quelle dell’incidente, per fare una vellutata. Alla fine del post, la ricetta🍅.

Pedro, oggi più bravo del solito. Oramai si siede senza esitazione. Luca, lavora e mangia. E la casa apparentemente ordinata, anche se ho visto luoghi che volutamente non ho voluto ispezionare.

Ah, la palabra del día (parola del giorno) è: DENTRO

Dentro ogni abitazione, si nasconde la vera persona.

Buona serata e/o notte

Em@

Ricetta vellutata e procedimento:

4/5 zucchine

1 cubetto di brodo vegetale

1 patata grande

Cuocere le zucchine e le patate (tagliate a cubetti) in una padella, dopo aver soffritto l’aglio. Aggiungere acqua e cubetto stritolato con forza. Aspettare che l’abbondante acqua si sia ritirata e il tutto si sia cotto. Prendere il famoso minipimer e frullare il tutto. Aggiungere spezie a piacere. Verrà un fantastica vellutata.💫