107: Ileana

Il diario

La casa di Pasqualino è troppo pulita per i miei gusti. Non è che io sia sporca. Ma, per essere una casa maschile mi sembra troppo!

Una volta stavo mangiando un gelato e una goccia di panna mi è caduta a terra. Il finimondo. Mai visto una cosa del genere. Chiara sei sempre la solita! Chiara hai 26 anni e fai cadere il gelato a terra!

Nemmeno mi posso mangiare un gelato in santa pace. Che subito vuole avere il controllo di tutto e su tutto. Un po’ fissato ci è, e vi parla una che con la sua futura professione deve tenere tutto pulito.

A me le persone maniache dell’ordine e della pulizia mi fanno venì l’ansia. A volte, ansia da prestazione. Come a casa di mia zia Rossella, dove una domenica, ho vomitato perché il fatto di non sporcare nulla mi aveva scatenato un mal di pancia fisico e psicologico. Che alla fine ho espulso tutto quello che avevo mangiato la sera prima.

Sto seduta sulla poltrona, su cui ho messo una coperta per non sporcarla. Sto mangiando delle patatine e vedendo una replica di “Uomini e Donne”. Non ci trovo niente di demenziale come dicono le mie amiche già laureate e professoresse di sto cazer. A me rilassa, non fa pensare a nulla.

Bussano con insistenza alla porta. Una voce grida e dice: Pachy, Pachy, sono Ileana.

Ma, chi è sta Ileana. Non ne ho mai sentito parlare! Pascal (io lo chiamo così) non mi ha mai detto di avere un’amica che si chiama Ileana.

Non rispondo e faccio finta di nulla.

Pachy, Pachy aprimi per piascere.

Abbasso la tv e finisco di sgranocchiare le patatine.

Il silenzio prende il sopravvento, i quadri sembrano guardarmi e dirmi Chiara ti metti sempre nei guai, i piedi ed il viso vengono coperti da un plaid non troppo lungo.

Una chiave viene messa nella serratura e la porta si apre.

Il cuore batte, sempre più…

Chiar@

 

42: Immagino mia nonna

 

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Cuori, dicembre 2015

 

Mia nonna, quando ero piccolo mi comprava una barretta di cioccolato. Ogni settimana me ne comprava una. Non vedevo l’ora di riceverla. Scendevo dal bussino giallo e lei con una mano mostrava quella barretta, che per me era un regalo vero. Sentito.

 

Mia nonna, quando mia mamma è stata in America, mi aveva voluto con sé. Per circa un mese. Mi pettinava, mi cantava le canzoni, mi faceva mangiare come se non ci fosse un domani. Vedevamo le telenovelas e parlavamo di Topazio e Gianluigi.

 

Mia nonna era l’ultima di quattro fratelli. Era l’unica che per un periodo si è occupata di Esterina, sua mamma. Una donna colta, austera e dominante. Severa. Esterina nascondeva i cioccolatini nel suo baule marrone e non li offriva a nessuno.

 

Mia nonna era ribelle. Voleva fare la tronista di “Uomini e Donne”. Beveva il caffè con la panna da cucina. E puliva in maniera ossessiva vetri, piastrelle e pavimenti. Cuciva, mentre vedeva Emilio Fede alla televisione.

 

Mia nonna, al matrimonio di mio fratello, l’11 dicembre 2011, era rimasta affascinata dalle vetrine di Pescara, dalle luci di Natale, dalla città sempre in movimento. Il contrario del paese in cui viveva. Un posto anonimo d’inverno.

 

Mia nonna, a maggio 2012, scopre la sua malattia. Non subito, però. Ricordo quel rossetto rosso, il primo giorno d’ospedale. La voglia di combattere lo sconosciuto. L’ignoto.

 

Mia nonna, alla fine di giugno del 2012, mi chiama. Mentre ero all’università e rileggevo la mia tesi, che avrei discusso il 24 luglio. Mi dice: “Sto morendo!”

 

Mia nonna, muore il 31 luglio del 2012. Non sono andato al suo funerale. Non ho avuto il coraggio!

 

Di lei mi restano le immagini. Ricordi preziosi che non dimenticherò mai. Amuleti che porterò sempre nel mio cuore.

 

Buona serata,

Em@

 

Canzone di sottofondo: