Vite im(perfette)

punto nero

Ci sono delle vite perfette. Le vedi in giro. Ovunque. Bambini felici, mamme sorridenti, padri che giocano mentre riportano i bambini a casa da scuola. Quelle vite, in realtà, non sono perfette, perché c’è sempre un puntino nero nella vita di ognuno di noi. Un puntino grande o piccolo, che si insedia nei nostri pensieri. Nel nostro vissuto, in quello che abbiamo perso. E poi, forse, ritrovato. Quel puntino ci accompagna al mercato, mentre ridiamo con la nostra mamma, mentre fuori piove e sei sotto le coperte. Ogni tanto viene fuori e ci blocca per un attimo. Un attimo, a tratti, infinito. Che ci fa perdere l’equilibrio, il senno.
Ci sono delle vite imperfette, piene di puntini neri. Le vedi ovunque: sull’autobus, mentre parcheggi la macchina. Mentre fuori è buio. E, tu, vedi in tv il Grande Fratello Vip.

87: Un po’ di me #11

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Imperfetta imperfezione, Chieti, oggi

8 giugno , ore 18.30

Buenas,

Pedro è accanto a me che dorme. Sto scrivendo dal cellulare e tra poco andrò a preparare la cena. Anche se non so cosa cucinare. Vedremo!

Siamo usciti, poco fa, per la solita passeggiata pomeridiana e come due sorelle assenti, dopo aver camminato, ci siamo seduti. Vicino a una signora, che attonita mi guardava. Ci guardava.

Siamo rimasti un po’ a guardare (non come la signora) chi passava. E ci siamo imbattuti, tra i tanti, con un ragazzo, alto e bono. E senza peli. Tutto liscio.

Questo bel fusto non faceva altro che guardarsi in ogni vetrina. Vetrine che in realtà non esaltavano la sua figura. Poi, per fortuna, ne incontra una con gli specchi e lì trova il suo godimento più estremo. Rappresentato da una permanenza di cinque minuti, mentre gente continuava a passare. E lui si aggiustava quel ciuffo, che in realtà volevo aggiustargli io.

Poi c’ho ripensato e mi sono detto tra me e me che non mi avrebbe mai permesso di fare quel gesto, nemmeno se fossi stata  Pamela Anderson, ai tempi di Baywatch.

Questo per dire che l’estetica per me non rappresenta tutto. Mi spiego: l’aspetto visivo  è fondamentale, sì. Ma, non necessariamente quelli boni oggettivamente mi piacciono. Oltre a essere un tipo, il mio tipo ideale deve avere delle doti nascoste che non sto qui a raccontarvi. Oltre alle doti nascoste, deve tenermi testa. Non deve essere un ministro della pubblica istruzione, avvocato o commercialista che usa il pezzo di carta (la laurea) pure per andare al bagno. Deve essere uno senza problemi, con storie alle spalle tranquille. Senza tragedie e situazioni con ex che non gli permettono di andare oltre la siepe.

Tornando alla poltrona, che accoglie il mio fisico oramai stanco, volevo mostrarvi un dolce commerciale, che non so se si vende altrove. Si tratta de “Il Piacere”, che si produce a Moscufo, vicino a Pescara. Ha due varianti: Nutella e frutti rossi. Stamane prima di andare dal dentista, ne ho comprato uno e ora ve lo mostro (mi sento come quelle youtuber che fanno le televendite sui prodotti che acquistano o sui libri, che non leggono mai. Pieta!)

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La parola del giorno è pazzia. Il mio tipo ideale deve essere folle come Holden (recensione de Il Giovane Holden, se volete leggerla, e’ presente nella categoria classici) che fa queste domande, a cui nessuno sa mai dare una risposta:

“Mi saprebbe dire per caso dove vanno le anitre quando il lago gela? Lo sa, per caso?”

Pedro si è appena svegliato, io mi vesto per casa e vado a preparare la cena.

Buona serata!
Em@

Otto: Dentro o fuori?

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Penna, quaderno. Fogli. Fogli sparsi, così, a caso. Guardi fuori, c’è la neve. Poca pochissima.
Guardi dentro e fai fatica. Perché guardarsi dentro è la cosa più difficile al mondo. Si scoprono le nostre imperfezioni, paure. I nostri blocchi. Si scoprono le vere realtà, le vere verità, che nascondi quando cammini per strada e vedi una tua amica, incontrata per caso.
Fuori è buio, dentro di più. Fuori c’è il sole, dentro le nuvole. Fuori la salute, dentro la malattia.
Il connubio fuori-dentro è un connubio perfettamente imperfetto.
Siamo imperfetti sia dentro che fuori, ma fuori è più facile vedere il sole, nonostante il buio.
Fuori siamo gente che passeggia, con il sorriso stampato, il trucco perfetto, il parrucco senza macchia. Dentro siamo un disastro.
Disastro imperfetto che ci rende umani.

Buona serata.