Tutto il resto è noia…

Oggi caldo. Quasi primavera.
Nuvole a intermittenza.
Ho incontrato Simone, ma non
mi ha detto niente. Solo parole per aumentare il suo Ego.
Boh!
Già questa mattina avevo incontrato una signora indifferente. Che mi
è indifferente.

(Indifferenza sei lì, grigia ed immobile, senza dire niente. Che paura!)

Oggi, caldo. Sole. Gioia.
Tutto il resto è noia.

Aprile quasi maggio

Come un’idea che scorre, veloce.

Sono nato ad Aprile. Un mese, una parola.

Qualcosa che mi rappresenta, forse mi appartiene.

Aprile che bel nome!

Vigoroso e dolce allo stesso tempo.  E’ quasi maggio. Forse amo più maggio!

Sono nato alla fine di aprile e mi sento Maggio. Mi sento l’estate che arriva. Mi sento come un ragazzo che si toglie il maglione di felpa. Quello che ha rubato a suo fratello, che ancora non ritrova.

Mi sento come il primo sole d’estate, che scotta, ma è piacevole. Che ruba l’ombra a due amici che si amano dietro alla chiesa. Una chiesa.

Sono, forse, Maggio. Nato alla fine di Aprile.

Per la precisione: il 25

pusheen25

87: Un po’ di me #11

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Imperfetta imperfezione, Chieti, oggi

8 giugno , ore 18.30

Buenas,

Pedro è accanto a me che dorme. Sto scrivendo dal cellulare e tra poco andrò a preparare la cena. Anche se non so cosa cucinare. Vedremo!

Siamo usciti, poco fa, per la solita passeggiata pomeridiana e come due sorelle assenti, dopo aver camminato, ci siamo seduti. Vicino a una signora, che attonita mi guardava. Ci guardava.

Siamo rimasti un po’ a guardare (non come la signora) chi passava. E ci siamo imbattuti, tra i tanti, con un ragazzo, alto e bono. E senza peli. Tutto liscio.

Questo bel fusto non faceva altro che guardarsi in ogni vetrina. Vetrine che in realtà non esaltavano la sua figura. Poi, per fortuna, ne incontra una con gli specchi e lì trova il suo godimento più estremo. Rappresentato da una permanenza di cinque minuti, mentre gente continuava a passare. E lui si aggiustava quel ciuffo, che in realtà volevo aggiustargli io.

Poi c’ho ripensato e mi sono detto tra me e me che non mi avrebbe mai permesso di fare quel gesto, nemmeno se fossi stata  Pamela Anderson, ai tempi di Baywatch.

Questo per dire che l’estetica per me non rappresenta tutto. Mi spiego: l’aspetto visivo  è fondamentale, sì. Ma, non necessariamente quelli boni oggettivamente mi piacciono. Oltre a essere un tipo, il mio tipo ideale deve avere delle doti nascoste che non sto qui a raccontarvi. Oltre alle doti nascoste, deve tenermi testa. Non deve essere un ministro della pubblica istruzione, avvocato o commercialista che usa il pezzo di carta (la laurea) pure per andare al bagno. Deve essere uno senza problemi, con storie alle spalle tranquille. Senza tragedie e situazioni con ex che non gli permettono di andare oltre la siepe.

Tornando alla poltrona, che accoglie il mio fisico oramai stanco, volevo mostrarvi un dolce commerciale, che non so se si vende altrove. Si tratta de “Il Piacere”, che si produce a Moscufo, vicino a Pescara. Ha due varianti: Nutella e frutti rossi. Stamane prima di andare dal dentista, ne ho comprato uno e ora ve lo mostro (mi sento come quelle youtuber che fanno le televendite sui prodotti che acquistano o sui libri, che non leggono mai. Pieta!)

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La parola del giorno è pazzia. Il mio tipo ideale deve essere folle come Holden (recensione de Il Giovane Holden, se volete leggerla, e’ presente nella categoria classici) che fa queste domande, a cui nessuno sa mai dare una risposta:

“Mi saprebbe dire per caso dove vanno le anitre quando il lago gela? Lo sa, per caso?”

Pedro si è appena svegliato, io mi vesto per casa e vado a preparare la cena.

Buona serata!
Em@